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Codici a barre, QR e Semapedia: quando il mondo reale linka il web

Oggi vi parlo un po' dei codici a barre, e di un progetto interessante ad essi collegato.

I codici a barre sono una delle cose che da bimbo mi affascinavano di più. Il vedere prodotti di ogni genere passare sul lettore per far comparire il prezzo ha qualcosa di magico.

Mi cominciai però ad interessare della cosa quando vidi su Topolino la pubblicità di un videogame in cui al posto delle cartucce, per avere nuovi giochi, andava inserito un codice a barre ritagliato da qualunque cosa si volesse. Molto più tardi uscì una cosa del genere anche per Nintendo GameBoy Advance. E andando ad analizzare la cosa, tutto perse un po' di magia: era chiaro che il videogioco non "creasse" giochi a partire dal codice, ma ne sbloccasse di già integrati.

Il funzionamento di un codice a barre è estremamente semplice, e probabilmente quasi tutti lo conoscete già. Un codice a barre è una sequenza di barre bianche e nere (tipicamente sono significative sia quelle bianche che quelle nere), di uno spessore predeterminato. La sequenza identifica di fatto un codice binario (una serie di 0 e 1), che può contenere codificati in qualche modo numeri o lettere. Un codice contiene quindi una sequenza di caratteri, che possono essere rapidamente letti da un semplice scanner e inseriti in un PC. I codici a barre dei prodotti del supermercato, o dietro i libri, in Europa sono codici di tipo EAN, che possono contenere esclusivamente numeri di 13 o 8 cifre, creati in modo da identificare il produttore e l'articolo in vendita in maniera univoca e rapida.

E qui inizia una nuova forma di fascino. I codici a barre sono il collegamento tra gli oggetti, il mondo fisico, e il mondo dei computer.

I codici a barre non sono sempre delle sequenze di barre. Negli ultimi anni, considerando che la decina di numeri in un codice classico non basta in molti casi, si stanno imponendo i codici a barre bidimensionali, ovvero dei rettangoli fatti di puntini bianchi e neri, con un principio di funzionamento analogo a quello delle barre. Molti di voi avranno visto sicuramente qualcosa del genere sui pacchi gestiti dalle Poste Italiane, che per l'identificazione rapida usano codici di tipo Data Matrix, capaci di contenere 2335 caratteri alfanumerici.

Più interessanti per le questioni di collegamento tra il mondo reale e i PC sono però i codici di tipo QR. Si tratta di codici bidimensionali, inventati in Giappone, estremamente performanti: possono contenere numeri di 7089 cifre, o testi di 4296 caratteri (1817 caratteri giapponesi), oppure file di 2953 byte.

Si sta diffondendo molto, soprattutto in Giappone, l'utilizzo di questi codici QR per contenere, nel classico formato vCard il contenuto di un biglietto da visita, da stampare dietro al biglietto stesso. In questo modo, il codice potrà essere fotografato da qualunque telefonino, decodificato da un apposito programma (se ne trovano molti in rete) ed inserito direttamente in rubrica. Genialmente comodo.

Quando ho scoperto questo genere di codici, tempo fa, il fascino si è riacceso, con un sogno: linkare, sul serio, il mondo al web. La cosa è rimasta un sogno un po' perché bisognava aspettare il momento giusto, quello in cui abbastanza gente avesse avuto in tasca un lettore di codici collegato ad Internet (e quel momento è adesso...) e un po' per i problemi di sicurezza legati all'evitare che il mondo reale linki virus attraverso il sistema.

C'è chi però ha avuto in piccolo la mia stessa idea, evitandosi il problema di sicurezza e realizzandola. Mesi fa ho infatti scoperto il progetto Semapedia.

Tale progetto si "limita" a linkare il mondo a Wikipedia. Per ogni pagina dei progetti WikiMedia in qualunque lingua, infatti, è in grado di creare un codice QR con dentro il link ad una sua pagina, che contiene la pagina Wiki in formato per cellulare. I codici vengono dati in un comodo PDF stampabile su carta adesiva, e possono essere quindi incollati all'oggetto che deve linkare la pagina. In tal modo, basterà fotografare con il cellulare il codice per avere le informazioni di Wikipedia sull'oggetto in questione.

Immaginate la praticità nel poter linkare a Wikipedia monumenti, luoghi, apparecchi, marchi, eventi... Un collegamento diretto. Dal mondo reale al Web.

Finalmente.
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