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Ancora Belgio e Chiesa

Tanto per approfondire ciò di cui parlavo qualche giorno fa.

Oggi tutti i giornali titolavano che il mio post di pochi giorni fa è una fesseria. Cioè, non è che titolassero proprio così, ma dicevano che in Belgio sono stati trovati documenti determinanti, che solo la Polizia poteva avere. In particolare, si parla di foto di abusi e documentazione riguardo Marc Dutroux, meglio noto come il mostro di Marcinelle, notissimo serial killer pedofilo belga.

Il vescovo responsabile ha dichiarato che non ne sapeva nulla, perché l'arcivescovado è enorme, e la documentazione che arriva è tanta. Ovviamente tutti la hanno citata come una mezza scusa.

Di poche ore fa una nuova notizia. La documentazione fu inviata dalla rivista satirica britannica The Sprout al Vaticano, per suscitare una sua reazione facendo credere di stare per pubblicare falsità sull'implicazione del vescovo Godfried Danneels nel caso Dutroux. Il Vaticano girò il tutto alla commissione belga, che mise il tutto in archivio, presumo classificandolo come buffonata.

La documentazione fotografica, inoltre, non riguardava gli abusi ma l'autopsia. Ed è evidentemente passata in mano a giornalisti, altro che solo la Polizia.

Un buon esempio di quanto l'informazione sia credibile.

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Belgio e Chiesa

La notiziona di cui si parla da giorni è quella della perquisizione, della Curia di Bruxelles, in Belgio.

In sostanza, è stato effettuato il sequestro dei documenti della commissione incaricata dalla Chiesa cattolica di indagare sulle questioni legate ai casi di pedofilia nel clero belga. Sequestro che è perfettamente lecito, per quanto sia una dichiarazione di sfiducia nei confronti dell'operato della Chiesa, ma che è stato effettuato in maniera eclatante, peraltro non trovando nulla di particolarmente interessante o celato dalla Chiesa.

Solo a me pare una cosa fatta più per populismo che per risolvere effettivamente qualche problema? Che senso ha attaccare in modo spettacolare un po' di vescovi, che rappresentano un gruppo contenente una minima parte dei pedofili del Belgio, senza neanche trovare nulla di interessante in più rispetto a ciò che la Chiesa già rende pubblico? Cosa speravano di ottenere, se non rumore sui giornali? Hanno fatto felici un sacco di persone, nascondendogli con un po' di fumo il fatto che sul terreno "lotta alla pedofilia", con questa operazione, il Belgio non è avanzato di un centimetro.

E sono interessanti le dichiarazioni del premier belga in seguito alle dimissioni del Presidente della commissione. "La Chiesa ha il diritto di istituire commissioni, ma le vicende di pedofilia sono di competenza della giustizia". E chi lo ha mai negato? Semplicemente, sequestrare le indagini degli altri, tra l'altro durante un blitz effettuato con modalità quantomeno discutibili, non è il modo migliore di indagare.

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Risparmio energetico e petrolio

Il mondo ha un problema serio. Buona parte di quello che utilizziamo, materiali, energia, energia usata per creare materiali, deriva dal petrolio. E il petrolio finirà. E pare che non manchi neanche poi tanto, anche perché la semplice diminuzione della produzione farebbe salire i costi ad un livello in cui diventano proibitivi.

Le nostre caselle di posta elettronica sono state bombardate, recentemente, da un interessantissimo file PowerPoint che fa notare come la lobby dei petrolieri ha in maniere più o meno eleganti eliminato le poche auto elettriche che giravano per il mondo. Ma è un po' un problema del cavolo, prima di tutto poiché la corrente elettrica da qualche parte dovrà venire, e viene in massima parte dal petrolio, poi perché le batterie sono tra le cose più inquinanti che l'uomo abbia mai avuto l'onore di inventare, e infine per una serie di ragioni che il buon Paolo attivissimo spiega bene.

Ciò che il PowerPoint, evidentissimamente realizzato dalle lobby del petrolio per ridicolizzare i loro oppositori presentandoli come gente che sparge spam con simili castronerie, non dice è che esiste una fonte di energia pulita, sicura e molto efficiente. Tale fonte ci viene nascosta chiaramente per farci credere dipendenti dal petrolio. Ve ne spiego i principi.

Una delle leggi fondamentali della fisica è la Legge di Murphy. Tale legge, forte di moltissime dimostrazioni e applicazioni pratiche, dice che se ci sono due modi di fare una cosa e uno dei due modi può condurre ad una catastrofe, allora sicuramente qualcuno la farà in quel modo.

Un evidente corollario di questa legge è il fatto che dato un oggetto che ha due modi di cadere, e un modo è disastroso, sicuramente tale oggetto cadrà nel modo disastroso. Ad esempio, data una fetta di pane imburrato, la fetta cadrà sempre dal lato del burro (provateci!), e la forza di attrazione verso terra è direttamente proporzionale al valore economico del tappeto che che è in terra.

Questa legge, di per se, non è particolarmente utile. Ma ad essa si può associare un'importante scoperta della biologia: i gatti cadono sempre in piedi. Sempre. Non possono cadere in altro modo.

Avrete a questo punto già capito il funzionamento della cosa: se si lega una fetta di pane imburrato sulla schiena di un gatto, e si lascia cadere il tutto, il sistema non sa cosa fare. Vorrebbe cadere contemporaneamente sulle zampe del gatto e sulla fetta imburrata. Di conseguenza, resta a mezz'aria e non trovando l'equilibrio inizia a ruotare, come viene illustrato in questa immagine.

In questo modo si ottiene il moto perpetuo, che si può rapidamente trasformare in energia elettrica, ad esempio applicando ai motori gatto/burro dei magneti e sfruttando l'induzione. Si può immaginare la creazione di grandi parchi giochi per felini domestici, nei quali loro, divertiti dal gioco, verranno spontaneamente e gioiosamente a produrre energia gratuita e pulita.

Il motore gatto/burro è l'unica vera soluzione al problema del petrolio. Ed è chiaramente una buffonata basata su principï fasulli e deliranti.

Quindi smettiamola di diffondere PowerPoint pieni di bugie sentendoci così dei bravi ecologisti che lottano contro il sistema delle lobby e degli inquinatori. Perché gli inquinatori siamo noi. Siamo noi che non ricicliamo la plastica costringendo a produrne altra, siamo noi che consumiamo molta più energia elettrica di quella necessaria, siamo noi a prendere il motorino per andare al bagno a far pipì, siamo noi che andiamo da una stazione all'altra della metropolitana in automobile, siamo noi che crediamo che tutto quello che abbiamo a disposizione sia infinito.

Il problema del petrolio non si risolve facendo complottismi contro un indistinto e indistruttibile sistema. Si risolve facendo a meno di ciò che è inutile, compresa una buona dose di petrolio.

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Dalla parte del Papa

Sabato, dopo dieci anni, è stata esposta la Sindone. In due giorni, ci sono stati sessantamila visitatori. Ieri ne hanno parlato tutti i quotidiani. Il 25 marzo ci sono stati a Roma i festeggiamenti per la XXV GMG. In una sola serata, settantacinquemila giovani si sono stretti attorno al Papa. Nessun quotidiano ne ha dato notizia, se non in trafiletti che non parlano di numeri.

Questa è la prova dell'onestà intellettuale del mondo dell'informazione quando si parla del Papa e della Chiesa.

Facile e divertente parlare della Sindone, della quale si può di tutto tra commenti e critiche. Molto più difficile dire che in un momento come questo ci sono settantacinquemila giovani che si sono riuniti nel sostenere il Papa.

Questa stessa onestà intellettuale è utilizzata dai giornalisti che parlano, trasversalmente ai legami politici delle loro testate (il che rende verosimile l'idea che in fondo sia tutto in mano massonica), della questione della pedofilia nella Chiesa e del modo in cui Benedetto XVI si sta occupando del problema.

Viene data qualunque notizia, anche senza fonte. Vengono interpretate in maniera ridicolamente errata parole del Catechismo o del Papa stesso, al punto che uno si chiede se i giornalisti conoscano l'italiano. Vengono tradotti con Google articoli di quotidiani USA, con risultati imbarazzantissimi. E non si accenna neanche minimamente al fatto che i casi di pedofilia che stanno venendo fuori lo stanno facendo grazie ai chiari inviti fatti dal Papa, dall'inizio dell'anno sacerdotale, al punto da far credere che sia tra gli obiettivi principali di tale evento.

Il mio consiglio è quello di evitare accuratamente lo schifo che stanno facendo i giornalisti in questo periodo, e di andarsi a leggere i documenti originali, che sono tutti ben catalogati sul sito del Vaticano, con addirittura una pagina apposita. Il Papa va conosciuto da ciò che fa, non da ciò che i giornalisti inventano. Si noterà che la differenza è abnorme.

Io sono con il Papa. La pedofilia nella Chiesa esiste e va eliminata. Come Benedetto XVI sta facendo, e i giornalisti dicano pure ciò che vogliono.
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Non hanno imparato nulla

Alla fine degli anni '70 esistevano alcuni PC collegati alla rete telefonica, ai quali si poteva accedere tramite altri PC collegati alla stessa rete. Tali PC si chiamavano BBS. Erano una sorta di bacheche virtuali, alcune esistono ancora, ed erano utili per scambiarsi messaggi in maniera analoga agli odierni forum web. È su questi sistemi che è nata anche IRC, il primo sistema di messaggistica istantanea.

Nei primi anni '80, precisamente nel 1982, alcuni di questi PC si collegarono tra loro, a creare FidoNet, una rete che presto sarebbe diventata la più grande rete mondiale di BBS. All'inizio degli anni '90 era ormai una enorme rete, antesignana del Web, grazie alla quale si poteva comunicare, con una chiamata spesso urbana, con qualunque computer collegato a tale rete. Una meraviglia.

Tale sistema era anche ottimamente in grado di scambiare files tra gli utenti.

L'Italia non era pronta a tutto ciò: il governo era troppo ignorante in materia.

Nel 1992, moltissime macchine della rete FidoNet vennero messe sotto sequestro. Le accuse erano di contrabbando, violazione di sistemi informatici, duplicazione di software e persino di associazione a delinquere, poiché i magistrati videro come qualcosa di organizzato le chiamate regolari che le macchine effettuavano per scambiarsi i dati. Ovviamente, anche se qualcuna delle BBS era effettivamente dedita ad affari non legali, la maggior parte della rete era "sana". In maniera analoga a come è il Web ai giorni nostri. Pochissime delle BBS pirata furono realmente identificate in modo da arrestare gli operatori.

In seguito a queste vicende, molte BBS non riaprirono mai più, scoraggiate dal comportamento del Governo. La FidoNet italiana si spense, a parte poche eccezioni. Tale evento fu una figuraccia notevole davanti agli appassionati di telematica di tutto il mondo, ed è entrato nella storia della telematica come Italian Crackdown.

Vi ho raccontato questa vecchia storia perché probabilmente ben pochi dei miei lettori la conoscono. Ed è invece un evento importantissimo, un errore da non rifare.

Ma il Governo italiano, in questi ormai quasi venti anni, non si è messo a studiare né la Storia, né l'informatica, né tantomeno la storia dell'informatica.

Si parla tanto del bavaglio ad Internet, e ultimamente si parla pure di un decreto legislativo che dovrebbe attuare una normativa europea, mentre invece sostiene che chiunque pubblichi un video su YouTube o analoghi vada equiparato ad un'emittente televisiva, con tutti gli obblighi del caso. Inutile dire che l'opposizione non si oppone facendo notare le differenze tra la normativa europea e la proposta italiana, ma si lancia in inutili insulti al presidente del Consiglio.

E dire che sarebbe anche banale dimostrare che è una legge inapplicabile sia tecnologicamente che come peso burocratico.

L'Italian Crackdown è stato inutile. Non hanno imparato nulla.

L'immagine, logo di FidoNet, è marchio registrato
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Minareti

Una breve nota.

Come ormai sappiamo da ogni possibile media, la Svizzera ha impedito, con un referendum, la costruzione di nuovi minareti. L'Europa si divide tra i pro e i contro questa scelta.

Ora, non discuto l'essere pro o contro, ognuno fa le sue scelte, ragionate o meno. Quello che discuto sono le motivazioni. Sentire cristiani che dicono "è giusto, perché anche loro, negli Stati a maggioranza islamica, impediscono a noi la costruzione di Chiese e campanili" mi schifa abbastanza.

Trovo che applicare la legge del taglione con l'intento di difendere il cristianesimo (da cosa, poi? dai minareti?) è quanto di più ipocrita ci sia.

La libertà religiosa, poi, va difesa a spada tratta in ogni suo aspetto, in quanto è uno strumento di conoscenza della Verità. Se la Verità viene imposta, nessuno mai sarà disposto prima di tutto a capirla, e poi ad accettarla come tale.
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Un paio di link

Segnalo un paio di link.

Il primo link è un articolo sul sito di Elèutheros, un gruppo di persone (del quale faccio parte) che lavora per mettere l'Open Source al servizio della Chiesa Cattolica. In tale articolo, scritto da Fabrizio Sebastiani ma contenente modifiche su consiglio di molte altre persone del gruppo, analizza l'enciclica Caritas in Veritate del Papa Benedetto XVI con particolare attenzione alle questioni di copyright e proprietà intellettuale. Molto interessante e ben fatto.

Il secondo link, invece, analizza gli aspetti politici dell'insensata (per le motivazioni considerate nell'articolo linkato nel mio precedente post) guerra al Crocifisso alla quale stiamo assistendo. Mi sembra un'opinione da verificare, ma perfettamente sensata e credibile. L'autore è sempre Fabrizio Sebastiani.

Buona lettura.
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Crocifisso

Non mi va troppo di buttarmi nella polemica riguardo il Crocifisso nelle aule che si è recentemente riproposta. Mi sembra una lotta tra pseudocattolici ipocriti e pseudoanticlericali identicamente ipocriti, mentre il Crocifisso dice molto tanto ai cristiani, quanto ai fedeli appartenenti ad altre religioni, quanto agli atei e agli anticlericali. Mi limiterò a linkare questo articolo, molto serio, ragionato, equilibrato, sensato e condivisibile. Cosa che non si può dire di quasi tutto ciò che mi capita sottomano a riguardo, in questi giorni.
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Eroi e pace

A bufera mediatica finita, dico la mia sulle sedicenti "missioni di pace" e sulle relative polemiche riguardo la morte in missione di ormai parecchi soldati italiani nel corso degli ultimi anni.

Tralasciando la necessità o meno della presenza militare italiana negli scenari teoricamente postbellici in medio oriente, ci tengo a sottolineare che quello del militare in missione è, nella mia opinione, un lavoro come un altro.

Mi spiego. Prima di tutto, smitizzando la cosa, non ha un fattore di rischio particolarmente elevato: tra il 2003 e il 2005 la media del numero di morti sul lavoro è stata di 1328 persone [fonte]. Poi non ha, a differenza di come molti affermano, alcuna incidenza particolare sul nostro modo di vivere. La maggior parte di noi vivono in sicurezza, comodità e democrazia tanto grazie ai militari quanto grazie a pensatori e filosofi che ci hanno donato le loro idee, spesso morendo per esse, o scienziati e ingegneri che ci hanno reso la vita più comoda, rischiando la vita tanto nell'esporre le loro idee quanto nel metterle in pratica, o agli operai che hanno faticato, e spesso sono morti, per costruire le nostre città e le opere d'arte che ci portano turismo.

In sostanza non capisco tutta questa voglia di urlare onore ai caduti, e tutta questa retorica e commozione nazionale. O, almeno, non capisco perché tutta questa voglia, retorica, e commozione, non ci sia per altre figure professionali che rischiano altrettanto (o più), che hanno un influenza più diretta sul nostro stile di vita, e che vengono pagati spesso una miseria rispetto ai nostri militari in missione.

Detto questo, un altra cosa che vorrei sottolineare è che il termine "missione di pace" è una storpiatura edulcorante di quelle che piacciono tanto a noi italiani. Il termine originale è "peacekeeping mission". Espressione inglese che sta per "missione di mantenimento della pace". Si tratta di una cosa ben diversa. Mantenere la pace significa forzare una pace che non c'è. Combattere per eliminare le sacche di resistenza, combattere per eliminare i terroristi. Non c'è praticamente nulla di pacifico. Non sono mere operazioni di Polizia, tanto che si va con armi pesanti e mezzi blindati, mentre le Polizie sono tipicamente armate di automobile e pistola (se non del semplice manganello, come accade nella Repubblica d'Irlanda). Il peacekeeping non è una novità. Lo facevano anche gli antichi romani, con la famosa pax romana. L'Impero doveva essere pacifico. Se accadeva una rivolta, arrivava l'esercito e radeva tutto al suolo. Peacekeeping.

Unendo le due obiezioni, aggiungerei che le uniche vere missioni di pace, che non sono un lavoro (perché spesso nessuno ti paga) e in cui non vai con il mitra pur rischiando la vita, sono quelle di coloro che partono per donare il loro amore, unito ai loro anni di studio, al loro sapere, alle loro esperienze e alla loro gioia a coloro che, dopo aver visto troppi uomini vestiti di verde e armati di mitra, si sono completamente dimenticati di essere amati. Perché il mondo non se ne fa nulla della democrazia, senza l'amore che è alla base di ogni democrazia che funzioni.

Il peacekeeping è una contraddizione in termini. La pace non si mantiene certo con la guerra.
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Chiesa di base

Posto al volo, anche perché la connessione non mi è pratica da qui, riguardo gli attriti tra Santa Sede (governo Vaticano) ed esponenti della Lega Nord.

I figuri della Lega criticano, sia riferendosi al Meeting di CL, sia in generale, il fatto che "il Vaticano si stia allontanando sempre più dalla Chiesa di base", la quale, secondo le loro opinioni, sostiene anche idee leghiste.

La Chiesa di base è una fantasia leghista (e purtroppo di molti altri): non ha senso pensare ad una Chiesa Cattolica con all'interno opinioni diverse a tal punto da separarla in due blocchi, uno gerarchico e uno cosiddetto di base.

E se qui c'è a leggermi qualcuno che si dice cattolico e che sostiene idee leghiste gli consiglio fermamente di notare quanto incompatibili siano le due cose.
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CEI, Vaticano e Stato Italiano

Si (s)parla spesso delle cosiddette ingerenze della Chiesa negli affari del Governo italiano. Ma rarissimamente lo si fa con cognizione di causa. Abbiamo, purtroppo, un sistema di informazione che tende a far sembrare che ogni cosa fatta dal nostro Governo è fatta con il benestare della Chiesa Cattolica, e un'informazione per così dire "alternativa" che fa di tutto per far sembrare che tutto ciò che la Chiesa dice viene messo in atto dal Governo Italiano, e che il Vaticano influenzi la politica italiana sfruttando la sua posizione geografica.

Considerando che ho recentemente letto e sentito cose del tipo "perché se il Vaticano governa la Chiesa Cattolica di tutto il mondo, si azzarda a dar fastidio solo in Italia?", credo sia arrivato il momento di chiarire, da cattolico quale sono, ma anche da cittadino italiano con un minimo di onestà intellettuale, come stanno le cose.

Prima di tutto facciamo le dovute distinsioni. Io sono un membro della Chiesa Cattolica. Nessuno però si sognerebbe mai di prendere un post dal mio blog e dire che è il parere del Vaticano. Ebbene, la stessa cosa vale per i sacerdoti di ogni grado. La loro opinione politica, che esprimono da cittadini, NON è il parere della Chiesa, né tantomeno quello del Vaticano.

Il Vaticano è, che vi piaccia o no, uno stato, riconoscuto dall'ONU come tale. Ha un suo sistema di governo indipendente, ha un insieme di suoi territori, e ha degli accordi con lo Stato italiano, del quale tutti i suoi territori sono enclave. In Vaticano risiede il Papa, che è posto a guida della Chiesa Cattolica Apostolica Romana, una Chiesa cristiana unica a livello mondiale, e di un insieme di Chiese che lo riconoscono come pastore. Il Papa svolge questo ruolo di guida attraverso i suoi discorsi, e, soprattutto, attraverso dei documenti ufficiali, che i cattolici considerano in alcuni (non molti, peraltro) casi infallibili [sì, mi spiace deludervi, ma il credere che i Cattolici considerino infallibile ogni parola del Papa è da ignoranti e/o da disinformati cronici]. Nessuno di questi documenti (di cui vi consiglio caldamente la lettura, molti sono meravigliosi e potrebbero cominciare a farvi capire chi sono questi tanto criticati cristiani) contiene consigli specifici per lo Stato italiano. Anche perché sono destinati al mondo, al quale non frega assolutamente nulla di cosa accidenti succede in questo nostro staterello. Contengono invece molte riflessioni, anche a livello morale, che spesso vanno apertamente contro l'operato di molti nostri piccoli potenti.

Insomma, quindi, è una stupidaggine pensare che il Vaticano faccia ingerenze politiche, ed è ancora più una stupidaggine pensare che si rivolga solo all'Italia. Anzi, un recente documento, la bellissima enciclica Caritas in Veritate, insieme al documento conciliare Dignitatis Humanae (entrambi reperibili sul sito vaticano, se volete dare un'occhiata) sono stati donati dal Papa ad Obama.

La CEI, che non è il Vaticano, è la Conferenza Episcopale Italiana, ovvero l'organo della Chiesa Cattolica che riunisce i Vescovi italiani. Se non si fosse capito bene, lo sottolineo anche. Italiani. I Vescovi sono le persone poste a guida delle Diocesi, ovvero di zone territoriali. Tutte le persone che sono in un certo territorio, sono sotto la guida di un Vescovo. Qualsiasi Stato in cui siano presenti un sufficente numero di diocesi che hanno la possibilità di organizzarsi ha una sua Conferenza Episcopale. Un elenco è qui. Ma la CEI è la Conferenza Episcopale Italiana. Come qualsiasi organo religioso in qualsiasi stato libero (e non, vedi i monaci buddisti in Birmania), la CEI esprime dei pareri anche politici. E ovviamente, essendo la CEI, non esprime pareri politici riguardanti la politica dello Stato di Atlantide, ma esprime pareri sulla politica italiana. Altre Conferenze Episcopali appoggeranno o criticheranno scelte politiche di altri paesi. Un ottimo esempio è la USCCB, ovvero la Conferenza dei Vescovi Cattolici degli USA, che, come ogni altro gruppo cristiano o religioso in generale, fa sentire (e neanche poco) le proprie idee sulla politica.

Insomma, ognuno sta al suo posto. Il Vaticano non esprime pareri politici, né sullo Stato che lo ospita, né su altri Stati, perché semplicemente non c'entra nulla. La CEI esprime pareri sulla politica italiana, e voglio anche sperare che nel nostro Stato ogni italiano possa esprimersi come gli pare e piace, e non esprime pareri sul resto del mondo perché non c'entra nulla, essendo italiana.

I giornalisti, dal canto loro, hanno tutto l'interesse a far credere cose non sensate, sottolineando che non sono sensate. Ma non lo sono semplicemente perché sono false. E hanno anche tutto l'interesse a nascondere, sia quando sono oppositori del Governo, sia quando sono sostenitori, che spessissimo il parere della Chiesa, espresso dalla CEI, è opposto a quello del Governo. Vedi la questione pacchetto sicurezza. Se davvero la Chiesa avesse il potere politico che tanti disinformatori mascherati da baluardi contro la disinformazione sostengono che abbia, il pacchetto sicurezza non sarebbe ora la tristissima e vergognosa realtà che è.
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Nuovi grandi balzi

Ultimamente lo abbiamo sentito in tutte le salse. Quarant'anni fa (meno qualche ora, erano le 20:17 UTC), per la prima volta nella storia, un veicolo con presenza umana, l'Eagle della missione Apollo XI, atterrava sulla Luna. Nell'Eagle c'erano il Comandante Neil Armstrong ed Edwin Buzz Aldrin (fotografia a destra), mentre nel modulo di comando, in orbita lunare, li attendeva Michael Collins.

Circa sei ore e mezza dopo, alle 2:56 UTC del 21 luglio, Il Comandante Armstrong scese sul suolo lunare, seguito da Aldrin. Armstrong pronunciò la famosa frase That's one small step for [a] man, one giant leap for mankind. (Questo è un piccolo passo per un uomo, un grande balzo per l'umanità).

Il grande balzo ci fu davvero. In questi quaranta anni abbiamo assistito, e in buona parte grazie alla spinta data dalle ricerche legate a questa missione, a un incredibile avanzamento tecnologico. Tantissimi degli oggetti che ora vediamo tutti i giorni, dal computer ai tessuti, li dobbiamo alla corsa allo spazio.

Va però ricordato, che al di là di tutta la retorica, la corsa allo spazio va inserita in un insieme di programmi piuttosto ostili nell'ambito della Guerra Fredda, e ha sfruttato a sua volta i progressi tecnologici della Seconda Guerra Mondiale.

Purtroppo, investimenti nella ricerca tali da produrre risultati imponenti e relativamente a breve termine vengono fatti quasi solo a causa delle guerre. Ed è più o meno così anche ora.

Spero che, senza perdersi nella retorica della conquista della Luna, il mondo si renda conto che destinare ai progetti di ricerca internazionali (penso in particolare ad LHC per l'Europa e ad ISS per il mondo) anche solo una piccola parte di ciò che si spende per le guerre (destinando il resto ad altro, che ce ne è decisamente bispogno) si potrebbero ottenere moltissimi altri balzi per l'umanità. Per una volta, puliti dalle guerre, dal terrore e dal timore delle bombe atomiche.

[l'immagine in questo post è libera da copyright, secondo le policies NASA]
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Sicurezza dei cittadini e non sicurezza dei non cittadini

Come sapete, è passato, e sta per essere operativo, il sedicente "pacchetto sicurezza".

Tale decreto ha lo scopo di rendere il nostro paese più sicuro, e fin qui niente di male. Il problema è che lo fa in maniera del tutto assurda.

L'idea centrale del decreto è quella del reato di clandestinità. Un immigrato non in possesso del permesso di soggiorno è fuorilegge. Sembrerebbe quasi del tutto normale, se non si capisce a fondo cosa significa.

Sottolinerei tre aspetti.

Il primo è il fatto che molti non hanno il permesso di soggiorno poiché, nonostante ne abbiano diritto, sono vittime di procedure burocratiche eccessivamente lunghe. Un esempio sono alcune suore che abitano nella mia zona, il cui ordine le fa venire a Roma per studiare, per poi mandarle a lavorare generalmente in Africa e India. Sono entrate in Italia, hanno richiesto (in alcuni casi due anni fa) il permesso di soggiorno, non lo hanno ancora e ora sono delle criminali. Quelle di loro che hanno finito gli studi, si stanno affrettando a partire poiché tra pochi giorni non potranno farlo senza essere arrestate in aeroporto. Moltissima gente è nella medesima situazione, per non parlare di tutte le persone che, pur essendo a tutti gli effetti clandestine, svolgono lavori necessari, e che se venissero, paradossalmente, arrestate in blocco ci lascerebbero nel caos. Oggi, il Ministro del Welfare, Sacconi, ha dichiarato che la regolarizzazione selettiva degli immigrati riguarderà "solo badanti e collaboratrici domestiche", poiché "il nostro mercato non sarebbe in grado di recepire in modo sostenibile altre professionalità". Come dire: quei lavori se li prendessero pure, gli altri sono nostri.

Il secondo aspetto sono le ronde. Privati cittadini possono organizzarsi, in determinate forme, per il pattugliamento del territorio. Non possono agire in alcun modo, se non chiamando la Polizia. La legge fondamentalmente incoraggia tale pratica, ma non mi sembra aggiunga nulla di nuovo al fatto che ogni cittadino è già tenuto per dovere a segnalare eventuali crimini alle forze di Polizia. Il problema è che, incoraggiando, accorrono gli esaltati. E basta girare un po' il web per trovare cose assurde e ai limiti dello squadrismo, in parte già esistenti prima della legge, che ora si trovano legittimati. Ultimamente si parlava di pubblicare le foto segnaletiche degli stupratori noti. Già mi immagino i linciaggi a persone che hanno la sola colpa di assomigliare a qualcun altro.

Il terzo aspetto è ben più grave: ci sono state moltissime polemiche per il fatto che la precedente stesura del decreto rendeva possibile ai medici la denuncia dei clandastini. In seguito alla forte opposizione dell'Ordine dei medici, tale possibilità è stata negata. Ma in campo sanitario è rimasto qualcosa di ben più subdolo. Non potendo fare alcuna procedura burocratica, una donna clandestina che dovesse partorire in ospedale, non potrebbe riconoscere il figlio ufficialmente come proprio. Secondo procedura, l'ospedale dovrebbe quindi toglierle il figlio e affidarlo alle strutture preposte. Ciò significa, chiaramente, che per una donna clandestina partorire in ospedale è infattibile. Non sapremo mai quante donne rischieranno o perderanno la vita partorendo in condizioni inadeguate, poiché per lo Stato tali donne non esistono. E, nel migliore dei casi, avremo moltissimi bambini a cui sarà negato ogni diritto all'istruzione (che finora era un servizio garantito e obbligatorio per chiunque), e a un futuro migliore.

Tutto questo per una illusione di sicurezza, considerando che la maggior parte dei reati maggiori sono compiuti da italiani, che la maggior parte degli stupri sono compiuti da italiani anche senza contare tutti quelli che rimangono nascosti nelle famiglie, e che la mafia è opera nostra, e ne siamo fieri, considerando la gente a cui diamo il voto (i dati sulle percentuali dei crimini sono del Ministero dell'Interno, si trova facilmente il rapporto del 2007, ma dovrebbe anche essere in giro quello del 2008).

Ma anche ammettendo che il decreto renda davvero il nostro paese più sicuro, io non sono disposto a migliorare la mia condizione di vita peggiorando quella di chi già sta peggio di me. Non so voi.

Il mondo cristiano si sta muovendo, anche se, in ambito cattolico, piuttosto a rilento e in forme non ufficiali. Segnalo in particolare l'articolo pubblicato da Nigrizia, storica rivista dei Comboniani sulle missioni e sull'Africa. Spero in una dichiarazione ufficiale della CEI.
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50 anni.

Cinquant'anni fa, il 10 marzo del 1959, iniziò la rivolta del Tibet verso la Cina. Per impedire che, come molti sospettavano, il Dalai Lama venisse rapito, circa 300 000 tibetani circondarono il suo palazzo.

La rivolta venne repressa nel sangue in una settimana, con circa 86 000 morti dalla parte tibetana. Il governo tibetano, da allora, è in esilio.

A tutto questo si intrecciano interessi statunitensi e simili amenità.

Ora, cinquant'anni dopo, la situazione è la medesima. Governo tibetano in esilio e Tibet sottomesso alla Cina. E di situazioni analoghe, in giro, se ne trovano a piacere. Abbiamo l'Irlanda del Nord, abbiamo diverse regioni russe, e su tutto ciò si alimentano infiniti quanto vuoti dibattiti politici e di convenienza.

E pensare che la libertà di un popolo è un valore fondamentale per sostanzialmente ogni parte politica.
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Guardiamoci, prima di guardarci intorno

Fatto di cronaca: due giorni fa una donna, cittadina rumena, uccide in maniera piuttosto cruenta l'amministratore del suo condominio.

Un fatto come se ne sentono tanti. Ma la grossa differenza, dal mio punto di vista, è che è successo a due passi da casa. Con tutte le conseguenze. L'amministratore era ben conosciuto da persone a cui sono vicino, la figlia dell'omicida (poverina) era nella scuola elementare dove insegna mia madre e dove tengo corsi di informatica, la via è quella dove passo ogni volta che raggiungo la scuola elementare o il mercato.

E, ed è questa la cosa che più si sente, il quartiere tira quotidianamente fuori particolari più o meno fantasiosi per rendere più orrendo un fatto che già lo è abbastanza.

Come se non bastasse, tutto ciò avviene in un momento in cui, in vista dell'attuazione delle nuove leggi in materia, i media non hanno fatto altro che sottolineare e sviscerare nei minimi particolari ogni singolo fatto di cronaca in cui sia implicato un rumeno. Una caccia alle streghe vera e propria.

Bene, sommiamo il bombardamento mediatico al fatto di cronaca, e otteniamo il mondo in cui mi trovo. Sento da due giorni frasi e considerazioni razziste ovunque mi giri. Sento persone che reputavo ragionevoli sparare assurdità. Leggo motti e follie xenofobe su Facebook. Persino in famiglia, ogni tanto qualche allusione viene fuori.

E sono profondamente schifato da tutto ciò.

Il razzismo, e per estensione la xenofobia, sono cose che non sono mai riuscito a capire. E, in seguito ad alcune fatti risalenti all'epoca delle elementari, sono cose che mi spaventano e che combatto (in maniera spesso, purtroppo, anche piuttosto verbalmente violenta). Ma vederlo così da dentro fa uno schifo incredibile. Non posso arrabbiarmi semplicemente con chi inneggia al ridurre a brace il prossimo, mi fa schifo punto e basta.

E spesso, troppo spesso, sento cose del tipo "ma non è che sono razzista, è che loro hanno una cultura diversa e devono andarsene", oppure "ma se la tua cultura ti permette di uccidere così, non sei degno di stare qui".

Ma dico, ci siamo visti? Abbiamo visto lo schifo che siamo in grado di fare noi italiani? Vi ricordate dei bei tipi che hanno dato fuoco ad un uomo in stazione? Ma vi siete mai resi conto di cos'ha fatto la mafia? Ma sapete che emigrando in Europa e America abbiamo esportato la mafia con tutte le sue porcherie? Ma lo sapete che negli USA gli italiani sono la cultura associata all'idea di mafia? Ma avete idea di quanti omicidi assurdi commettano e abbiano commesso gli italiani?

Stando ai giornali, i rumeni (e non solo) sono criminali per tradizione, sono una cultura schifosa, e bisogna avere paura ad avvicinarli. Io ho invece paura ad avvicinare gli italiani, razzisti incapaci di rendersi conto che se i reati commessi fanno la cultura di un popolo, l'Italia ha una cultura di m****. E che se alcuni membri di un popolo sono criminali sono criminali anche gli altri, allora io sarei un mafioso, con tutti gli orrendi reati che conseguono da ciò, e sarei anche un razzista in grado di dar fuoco a chi non mi va a genio.

Prima di schifarci degli altri, facciamo il paragone con noi.

E si badi bene che non sto giustificando un reato orribile, ma sono dalla parte di chi non commette reati e viene considerato pericoloso per la nazionalità, per il taglio degli occhi o il colore della pelle. Vergognamoci.
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Intercettazioni

Da qualche tempo, il nostro Ministro degli Interni si è reso conto che le telefonate online, soprattutto attraverso il servizio Skype si stanno diffondendo enormemente, tanto più ora, con l'uscita di telefoni cellulari che le supportano nativamente.

Chiaramente qui nasce il problema, che avevo previsto, chiacchierando, già da qualche tempo: le chiamate online non sono intercettabili e sono, insieme al piccione viaggiatore, l'unico modo per comunicare in sicurezza. La maggior parte dei sistemi per chiamare online sono infatti cifrati, e alcuni, come Skype, hanno un protocollo protetto da segreto industriale.

Oggi si è interessata al problema anche l'Unione Europea, che immagino cercherà di far pressione sull'azienda (basata in Europa) per ottenere l'accesso ai dati utili. Ma l'operazione non ha alcun senso, perché gli eventuali criminali potrebbero andare ad utilizzare qualunque altro sistema, di telefonia o di chat, che supporti la cifratura. E sono veramente moltissimi. Posta elettronica compresa.

Spero non si arrivi a vietare la cifratura (come in alcuni stati si fa), perché sarebbe un atto decisamente molto grave, e minerebbe alle basi molta della sicurezza informatica.
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Sull'oscuramento indiscriminato dei siti

È stato presentato, da tale senatore Gianpiero D'Alia, un fantastico emendamento all'articolo 50 del DDL 733.

Questo emendamento darebbe il potere al Ministero degli Interni di oscurare qualsiasi sito contenga apologie di reato. Questo significa fondamentalmente che se un tizio qualunque domattina carica un video su Youtube in cui incoraggia a picchiare un caio, e denunciasse la cosa, il Ministero può oscurare Youtube. Lo stesso vale per un gruppo aperto su Facebook, o per un commento a questo blog in cui mi minacciate.

A me pare pura follia, in sostanza qualunque blogger si trova costretto a censurare tutto ciò che è vagamente rischioso, e avremo Facebook, Youtube e simili oscurati per sempre.

Tanto per farci assaggiare questa meraviglia, mi confermano (io uso un DNS statunitense, quindi le decisioni del Ministero non mi influenzano minimamente) che la Polizia Postale ha oggi oscurato il server 5 di ImageShack, perché, pare, conteneva immagini pedopornografiche. ImageShack è un sito internet, parecchio utile, che permette di caricare gratuitamente immagini per poterle poi pubblicare su piccoli siti, blog e forum. Per poche immagini, se non una, si sta oscurando un servizio utilizzato lecitamente da moltissime persone, e si sono fatte sparire da migliaia di blog centinaia di migliaia di immagini.

Non so, non è mia abitudine utilizzare un bazooka per uccidere una mosca. Certo, la mosca la ucciderei, ma...
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Su Eluana Englaro

Considerando che ricevo più volte richieste a riguardo, nonostante non volessi parlarne, mi trovo costretto a farlo.

Eluana Englaro è una persona (e chi parla di "caso" Englaro davanti a me, se gli va bene, si becca un'occhiataccia) che, in seguito ad un incidente, è entrata, circa diciassette anni fa, in coma.

La sua storia più o meno la conosciamo tutti. Il padre vuole, da diversi anni, sospendere l'alimentazione forzata della figlia, uccidendola, sostenendo di rientrare nei requisiti stabiliti nel decreto della Corte di Cassazione del 16 ottobre 2007. All'epoca, la ragazza era ospitata in una casa di cura gestita da suore, che chiaramente si sono rifiutate di ucciderla (ci mancherebbe altro...).

Da allora la ragazza è stata trasferita in diversi ospedali che sotto pressioni di vario genere si sono rifiutati (come perfettamente lecito) di adempiere alla sentenza successiva al decreto.

Da questo momento in poi, la vicenda di una persona sofferente è stato vergognosamente trasformato in un caso politico, e più volte sfruttato. In queste ore, si è anche arrivati ad un incidente politico che vede il Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, schierato contro il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Una vergogna che riflette solo parzialmente l'aver trasformato una vicenda umana in un caso politico, ma che è e resta comunque una vergogna.

In generale, si vedono schierate le classiche due fazioni "per la vita" e "contro la vita", che si battono ognuna per la sua idea, in maniera spesso grottesca, tipicamente completamente dimentichi di cosa si sta parlando.

In tutto questo, la classica domanda che ricevo, è dove mi schiero. Come chiunque legga questo blog e chiunque mi conosca sa, sono un Cristiano Cattolico. Allo stesso tempo, però, molti sanno che tipicamente ragiono da me (e nonostante quello che ci vogliono far credere, è abitudine di moltissimi cattolici, azzarderei dire che ogni cristiano che sappia cosa voglia dire essere cristiano sappia benissimo ragionare).

Ebbene, da Cristiano Cattolico che ragiona, la mia idea sulla vita è quella che la mia Chiesa vi presenta. Io non ritengo sia giusto uccidere, qualunque sia il motivo. E non ritengo sia giusto suicidarsi, tanto per chiarire meglio la questione. E sono convinto che la vita sia un dono grande, e che dà molto, indipendentemente da come sia vissuta.

Ma sono anche contrario all'accanimento terapeutico, che troppo spesso non rispetta le persone, ed è completamente innaturale.

Va bene, direte voi, ma allora Eluana Englaro deve morire o no, secondo te?

No, non spetta a me stabilirlo. Trovo il decreto della Cassazione molto equilibrato. Non impone la morte, non impone la vita. Lascia decidere a noi quale sia la scelta giusta. Come fa Dio, del resto. Io amo la vita, se io dovessi dare un consiglio, consiglierei di lasciarla vivere. Ma non dico che _deve_ vivere. Il padre di Eluana ha fatto una scelta spero ragionata e spero onesta nei confronti della volontà della figlia. Non sono io, e non è nessuno, a potergli imporre una scelta. Neanche posso ritenerlo peccatore e dannato, perché per mia fortuna Dio mi solleva da tale compito.

Aborrisco sia uno schieramento che l'altro, in definitiva. Non sopporto la gente che urla ai peccati degli altri e non vede i suoi. Non sopporto chi vuole sostituirsi a Dio nelle decisioni. Non sopporto di vedere una persona e la sua vita trasformate in un mero argomento di dibattito. Non capisco perché Dio ci lascia liberi di decidere e ci fa responsabili delle nostre azioni mentre un Governo, spesso in nome di Dio, ci obbliga a delle decisioni con la scusa di essere responsabile per noi.

Amo la Chiesa, la Chiesa di chi ama Cristo, la Chiesa che dà consigli fondati sulla sua esperienza e sulla sua preghiera.

Non sopporto, né da una parte né dall'altra, chi considera questi consigli ordini. Chi dimostra di non saper ragionare, di non avere coscienza. Chi prende decisioni, magari anche giuste, fondate su cose che non hanno compreso e che scopiazzano dagli altri.

Ecco forse una risposta soddisfacente alla vostra domanda. Io sono per la vita. Ma non sono dalla parte della vita. Io ho la mia idea, la esprimo, ma non mi permetto di costringere nessuno ad averla. Io spero che il signor Englaro arrivi a scoprire il motivo profondo di quello che io sono, prego perché lo faccia, ma non posso chiedergli di essere come me senza che ne abbia motivo.

Ora però non voglio più sentire speculare sulla vita di qualcun altro, non voglio più sentire giudicare le decisioni degli altri. Giudichiamo le nostre, solo così potremo fare un mondo migliore, un mondo in cui possiamo essere esempio e non imposizione. Gli esempi si seguono, soprattutto se si vede che funzionano. Le imposizioni si odiano, perché si vede l'imposizione, non il motivo.

Quello che vi chiedo, anzi, l'unica cosa che vi impongo, qualunque sia la vostra idea, se credete in Dio pregate per Eluana, qualunque sia la sua sorte. Pregate per il signor Englaro, qualunque sia la sua scelta, perché sia veramente dettada dalla più alta idea di amore che possiede. E pregate per il mondo, perché possa capire il motivo delle idee degli altri, prima di odiarle. Sento figli di Dio chiamare altri figli di Dio "figli del Demonio". E poi lottare in nome dell'amore, un Amore che non hanno capito.

Che voi siate da una parte, dall'altra, o dalla vostra parte che avete saputo trovare da soli senza il bisogno del sostegno di una massa ululante, pregate e amate.
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Non è razzismo

Sabato, tre ragazzi hanno dato fuoco ad un cittadino indiano, Sing Navte, che dormiva alla stazione di Nettuno, cittadina non lontana da Roma, capolinea della linea ferroviaria che diversi miei compagni di studio prendono quotidianamente. Navte è in serio pericolo di vita ormai da ieri. È l'ultimo di una serie di episodi di estremo razzismo più o meno scientifico che si susseguono a ritmo abbastanza elevato da ormai almeno un paio d'anni.

L'episodio, come gli altri, mi sconvolge. I media e il mondo politico lo classificano come «un grave atto vandalico», le stesse parole che il mio parroco utilizza per gli insulti alla sua o altrui persona che ogni tanto compaiono a grandi lettere sul muro dell'oratorio. Ogni tanto si vede «atto di violenza». È stata bruciata una persona. Non è un atto vandalico, un semplice atto di violenza, è un crimine. Pochi si sono sbilanciati abbastanza nel chiamarlo crimine, e molti di quelli che lo hanno fatto hanno aggiunto poi spaventose ipocrisie. Ed è un crimine dei più gravi. Tortura, tentato omicidio. Se solo immaginassimo la scena contraria, tre indiani danno fuoco ad un italiano. Il mondo lo chiamerebbe ancora atto vandalico?

Come se non mi sconvolgesse abbastanza la gravità del gesto, come se non mi sconvolgesse abbastanza il notare che molti questa gravità non la vedono, si aggiunge anche una dichiarazione del legale che difende il più giovane dei tre, dichiarazione che ho visto più volte condivisa. «Non è un episodio a sfondo razzista».

Se chiedi a chi è di quest'idea come si faccia a pensare una cosa del genere, la risposta è semplice. I ragazzi, lo vedevano come uno scherzo, come una goliardata. Hanno dichiarato che volevano prendere un barbone a caso, indiano o rumeno sarebbe stato lo stesso. Non ce l'avevano con qualcuno in particolare, volevano giocare.

Frasi di questo tipo mi spaventano.

Il razzismo è razzismo, sia che tu abbia una teoria pseudoscientifica a riguardo, sia che tu pensi che ad un barbone puoi dare fuoco, che sia indiano o rumeno è lo stesso. Il grosso del razzismo non è scientifico, ma è fatto da gente convinta che un barbone sia un oggetto. Tanto più se straniero.

Ciliegina sulla torta, le parole di Maroni, ministro dell'interno. «Bisogna essere severi con gli immigrati».

Io penserei piuttosto ad essere severo con i razzisti, e a non farli entrare in comunità di recupero dopo poche settimane di carcere (quando lo stesso atto compiuto da stranieri verso italiani prevede l'espatrio con calcio nel sedere). E noterei piuttosto quanti italiani sono in Belgio, quanti negli USA, quanti in Australia. E mi chiederei perché, che il dubbio viene. La storia del '900 tanto non la studia nessuno. Facile fare l'equazione immigrato uguale cattivo, tanto più con una gioventù ignorante.

Io penserei piuttosto a togliere quella ridicola camionetta dell'Esercito dalla stazione della metropolitana Battistini, camionetta davanti alla quale passo ogni mattina e che ha come unico scopo il rompere le scatole senza motivo o quasi a qualche zingara ogni tanto, e a spostarla quattro chilometri più in la, nella zona poù difficile, nella zona dove due settimane fa hanno stuprato una ragazza, mentre a Battistini non è mai successo nulla, neanche prima della camionetta. E chissà quante altre camionette in posti inutili ci sono...

Che bel momento, comunque. Destra razzista, centro xenofobo e sinistra antisemita. Quand'è che faremo a meno di queste maledette categorie politiche?
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Lorenzo ha realizzato oggi, definitivamente, che la lettera del Papa ai giovani che ha letto è la stessa di cui parlavano i giornali. O____O (il 5/9/10 alle 21:35)

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