Festival della Matematica 2009
Potevo mancare alla terza edizione del Festival della Matematica? Ovviamente no, considerando che mi sono visto anche le precedenti due edizioni. Ebbene, oggi pomeriggio ero lì.
Che dire? Un po' deludente. Gli scorsi anni era migliore.
In generale si è puntato alle conferenze. Erano molte, su svariati argomenti. Ma, differentemente dagli scorsi anni, andavano prenotate (e la cosa non era affatto chiara) e quindi andare lì e prendere i biglietti per la conferenza dell'ora successiva era fonte di disagi, e comportava il dover sperare che qualcuno rinunciasse a presentarsi, considerando che era tutto esaurito da giorni.
Sono riuscito a vedere la conferenza/dibattito Meditazioni cosmiche con la matematica di Nicola Cabibbo (notissimo fisico del dipartimento nel quale studio e presidente della Pontificia Accademia delle Scienze) e Arno Penzias (premio Nobel per la fisica), coordinata dal giornalista Riccardo Chiaberge. Si è parlato in maniera molto intelligente e interessante di quali siano i limiti tecnici e morali della scienza, e quando si passi dalla scienza alla pura speculazione intellettuale. Molto interessante.
Ma allora dov'è la delusione?
La delusione è nelle mostre. E le mostre dovrebbero essere la parte del Festival dedicata a chi non fa matematica o scienza, ma vuole divertirsi e incuriosirsi con la matematica. E il comparto mostre era molto peggiore rispetto alle precedenti edizioni.
C'erano una serie di giochi con le bolle di sapone, praticamente identici a quelli della scorsa edizione, un'esposizione di un numero di Dylan Dog, e una mostra su delle macchine matematiche che facevano giochini di prospettiva, interessantissima ma un po' ripetitiva in se stessa. Deludente anche l'esposizione di disegni di figure impossibili, non era troppo male ma era molto ripetitiva, l'anno scorso c'era Escher che decisamente è tutt'altro. Interessante e graziosa invece era una mostra di orologi funzionanti fatti con il Meccano dalla GAMM Italia. Peccato che fosse anche l'unica mostra praticamente per nulla matematica.
Si spera in un ritorno agli antichi splendori per il prossimo anno.
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]Che dire? Un po' deludente. Gli scorsi anni era migliore.
In generale si è puntato alle conferenze. Erano molte, su svariati argomenti. Ma, differentemente dagli scorsi anni, andavano prenotate (e la cosa non era affatto chiara) e quindi andare lì e prendere i biglietti per la conferenza dell'ora successiva era fonte di disagi, e comportava il dover sperare che qualcuno rinunciasse a presentarsi, considerando che era tutto esaurito da giorni.
Sono riuscito a vedere la conferenza/dibattito Meditazioni cosmiche con la matematica di Nicola Cabibbo (notissimo fisico del dipartimento nel quale studio e presidente della Pontificia Accademia delle Scienze) e Arno Penzias (premio Nobel per la fisica), coordinata dal giornalista Riccardo Chiaberge. Si è parlato in maniera molto intelligente e interessante di quali siano i limiti tecnici e morali della scienza, e quando si passi dalla scienza alla pura speculazione intellettuale. Molto interessante.
Ma allora dov'è la delusione?
La delusione è nelle mostre. E le mostre dovrebbero essere la parte del Festival dedicata a chi non fa matematica o scienza, ma vuole divertirsi e incuriosirsi con la matematica. E il comparto mostre era molto peggiore rispetto alle precedenti edizioni.
C'erano una serie di giochi con le bolle di sapone, praticamente identici a quelli della scorsa edizione, un'esposizione di un numero di Dylan Dog, e una mostra su delle macchine matematiche che facevano giochini di prospettiva, interessantissima ma un po' ripetitiva in se stessa. Deludente anche l'esposizione di disegni di figure impossibili, non era troppo male ma era molto ripetitiva, l'anno scorso c'era Escher che decisamente è tutt'altro. Interessante e graziosa invece era una mostra di orologi funzionanti fatti con il Meccano dalla GAMM Italia. Peccato che fosse anche l'unica mostra praticamente per nulla matematica.
Si spera in un ritorno agli antichi splendori per il prossimo anno.




