Risparmio energetico e petrolio
Il mondo ha un problema serio. Buona parte di quello che utilizziamo, materiali, energia, energia usata per creare materiali, deriva dal petrolio. E il petrolio finirà. E pare che non manchi neanche poi tanto, anche perché la semplice diminuzione della produzione farebbe salire i costi ad un livello in cui diventano proibitivi.
Le nostre caselle di posta elettronica sono state bombardate, recentemente, da un interessantissimo file PowerPoint che fa notare come la lobby dei petrolieri ha in maniere più o meno eleganti eliminato le poche auto elettriche che giravano per il mondo. Ma è un po' un problema del cavolo, prima di tutto poiché la corrente elettrica da qualche parte dovrà venire, e viene in massima parte dal petrolio, poi perché le batterie sono tra le cose più inquinanti che l'uomo abbia mai avuto l'onore di inventare, e infine per una serie di ragioni che il buon Paolo attivissimo spiega bene.
Ciò che il PowerPoint, evidentissimamente realizzato dalle lobby del petrolio per ridicolizzare i loro oppositori presentandoli come gente che sparge spam con simili castronerie, non dice è che esiste una fonte di energia pulita, sicura e molto efficiente. Tale fonte ci viene nascosta chiaramente per farci credere dipendenti dal petrolio. Ve ne spiego i principi.
Una delle leggi fondamentali della fisica è la Legge di Murphy. Tale legge, forte di moltissime dimostrazioni e applicazioni pratiche, dice che se ci sono due modi di fare una cosa e uno dei due modi può condurre ad una catastrofe, allora sicuramente qualcuno la farà in quel modo.
Un evidente corollario di questa legge è il fatto che dato un oggetto che ha due modi di cadere, e un modo è disastroso, sicuramente tale oggetto cadrà nel modo disastroso. Ad esempio, data una fetta di pane imburrato, la fetta cadrà sempre dal lato del burro (provateci!), e la forza di attrazione verso terra è direttamente proporzionale al valore economico del tappeto che che è in terra.
Questa legge, di per se, non è particolarmente utile. Ma ad essa si può associare un'importante scoperta della biologia: i gatti cadono sempre in piedi. Sempre. Non possono cadere in altro modo.
Avrete a questo punto già capito il funzionamento della cosa: se si lega una fetta di pane imburrato sulla schiena di un gatto, e si lascia cadere il tutto, il sistema non sa cosa fare. Vorrebbe cadere contemporaneamente sulle zampe del gatto e sulla fetta imburrata. Di conseguenza, resta a mezz'aria e non trovando l'equilibrio inizia a ruotare, come viene illustrato in questa immagine.
In questo modo si ottiene il moto perpetuo, che si può rapidamente trasformare in energia elettrica, ad esempio applicando ai motori gatto/burro dei magneti e sfruttando l'induzione. Si può immaginare la creazione di grandi parchi giochi per felini domestici, nei quali loro, divertiti dal gioco, verranno spontaneamente e gioiosamente a produrre energia gratuita e pulita.
Il motore gatto/burro è l'unica vera soluzione al problema del petrolio. Ed è chiaramente una buffonata basata su principï fasulli e deliranti.
Quindi smettiamola di diffondere PowerPoint pieni di bugie sentendoci così dei bravi ecologisti che lottano contro il sistema delle lobby e degli inquinatori. Perché gli inquinatori siamo noi. Siamo noi che non ricicliamo la plastica costringendo a produrne altra, siamo noi che consumiamo molta più energia elettrica di quella necessaria, siamo noi a prendere il motorino per andare al bagno a far pipì, siamo noi che andiamo da una stazione all'altra della metropolitana in automobile, siamo noi che crediamo che tutto quello che abbiamo a disposizione sia infinito.
Il problema del petrolio non si risolve facendo complottismi contro un indistinto e indistruttibile sistema. Si risolve facendo a meno di ciò che è inutile, compresa una buona dose di petrolio.
Come tutti saprete (chi non lo sa lo saprà nelle prossime quindici edizioni di Studio Aperto), ieri, nei cieli norvegesi, si è manifestato uno stranissimo fenomeno. È comparsa una lunga formazione a spirale azzurra, circondata da una enorme spirale bianca, in alto nell'atmosfera.



