Vai al testo, segue menu Vai all'inizio del menu, segue testo Vai al'inizio del menu

Dennis Ritchie

Si è fatto un gran parlare della morte di Jobs, l'uomo che è riuscito a commercializzare tecnologie che oggi danno volto all'informatica di consumo. E invece oggi è morto, quasi sotto silenzio, Dennis Ritchie. Aveva settant'anni.

Ritchie è uno dei due padri del linguaggio C, linguaggio di programmazione su cui sono basati in gran parte i sistemi operativi moderni e moltissime applicazioni. Anche tutti gli altri linguaggi più utilizzati sono tutti ispirati alle logiche e alla sintassi di C. Inoltre, Ritchie è uno dei creatori del sistema operativo UNIX, sistema che oggi vive in moltissime incarnazioni quali BSD (su cui girano molti server), Linux (che è un'altra cosa, ma ne imita le caratteristiche) e Macintosh.

Insomma, l'informatica ha perso una persona che davvero ne ha segnato la storia. Senza il C, e le innovazioni concettuali portate dal C, molto di ciò che utilizziamo al computer sarebbe molto diverso.

/** For Dennis Ritchie **/
#include <stdio.h>
int main(int argc, char* argv[]){
  printf("Goodbye World\n");
  printf("RIP Dennis Ritchie\n");
  return 0;
}

[ Permalink | Nessun commento | Commenta ]

Comunisti contro Babbo Natale

Come tutti saprete (chi non lo sa lo saprà nelle prossime quindici edizioni di Studio Aperto), ieri, nei cieli norvegesi, si è manifestato uno stranissimo fenomeno. È comparsa una lunga formazione a spirale azzurra, circondata da una enorme spirale bianca, in alto nell'atmosfera.

A tutti è sembrato un esperimento missilistico fallito. Ma subito si sono sparse voci di sospetta origine che sostenevano fossero gli alieni, o una galassia a spirale che precipitava sulla terra, o un fantascientifico proiettore che lancia raggi a spirale in alta atmosfera.

Alla fine, l'oggetto si è rivelato essere, come sembrava, un lancio missilistico russo (e rosso) fallito, nonostante i comunisti russi abbiano codardamente smentito.

Ma questa è solo una parte della verità. I media, che per stessa ammissione del Presidente Mediaset sono in mano ai comunisti, ci nascondono il resto. Ma io, grazie a fidati informatori, posso spiattellarvi in faccia la cruda verità.

Il fine ultimo del russo&rosso lancio missilistico era quello di abbattere la slitta di Babbo Natale, che era appena decollata dal Polo Nord e sorvolava la Norvegia per andare a prendere le letterine dei bambini in Europa. Babbo Natale, simbolo del consumismo, doveva essere abbattuto prima che fosse troppo tardi. I comunisti, novelli Grinch, volevano rovinare il Natale a tutti i bambini del mondo.

Ma per quale motivo un lancio così ben architettato è fallito? Qui scaviamo ancora più nel torbido. Il missile non avrebbe solo eliminato Babbo Natale. Avrebbe anche abbattuto le renne volanti, specie ad altissimo rischio di estinzione. Fonti animaliste mi confermano il fatto che il sabotaggio dei missili è ad opera loro.

Ringraziamo quindi gli eroi che hanno salvato il Natale, Babbo Natale e le renne.

Invito inoltre il Popolo di Feisbuc (qualunque cosa significhi) ad iscriversi al gruppo in sostegno delle renne volanti di Babbo Natale. Esprimiamo la nostra solidarietà a queste povere bestiole, e facciamo vedere ai comunisti che noi ci siamo! El pueblo unido jamas..., ehm..., ci siamo capiti.

[Delirio scritto e ideato da Lorenzo Breda, ispirandosi liberamente a due frasi scambiate con Simone L. (la primissima idea è sua) - siete invitati a non prenderlo troppo sul serio e a leggere la vera descrizione dell'evento qui]
[ Permalink | 3 commenti | Commenta ]

Eroi e pace

A bufera mediatica finita, dico la mia sulle sedicenti "missioni di pace" e sulle relative polemiche riguardo la morte in missione di ormai parecchi soldati italiani nel corso degli ultimi anni.

Tralasciando la necessità o meno della presenza militare italiana negli scenari teoricamente postbellici in medio oriente, ci tengo a sottolineare che quello del militare in missione è, nella mia opinione, un lavoro come un altro.

Mi spiego. Prima di tutto, smitizzando la cosa, non ha un fattore di rischio particolarmente elevato: tra il 2003 e il 2005 la media del numero di morti sul lavoro è stata di 1328 persone [fonte]. Poi non ha, a differenza di come molti affermano, alcuna incidenza particolare sul nostro modo di vivere. La maggior parte di noi vivono in sicurezza, comodità e democrazia tanto grazie ai militari quanto grazie a pensatori e filosofi che ci hanno donato le loro idee, spesso morendo per esse, o scienziati e ingegneri che ci hanno reso la vita più comoda, rischiando la vita tanto nell'esporre le loro idee quanto nel metterle in pratica, o agli operai che hanno faticato, e spesso sono morti, per costruire le nostre città e le opere d'arte che ci portano turismo.

In sostanza non capisco tutta questa voglia di urlare onore ai caduti, e tutta questa retorica e commozione nazionale. O, almeno, non capisco perché tutta questa voglia, retorica, e commozione, non ci sia per altre figure professionali che rischiano altrettanto (o più), che hanno un influenza più diretta sul nostro stile di vita, e che vengono pagati spesso una miseria rispetto ai nostri militari in missione.

Detto questo, un altra cosa che vorrei sottolineare è che il termine "missione di pace" è una storpiatura edulcorante di quelle che piacciono tanto a noi italiani. Il termine originale è "peacekeeping mission". Espressione inglese che sta per "missione di mantenimento della pace". Si tratta di una cosa ben diversa. Mantenere la pace significa forzare una pace che non c'è. Combattere per eliminare le sacche di resistenza, combattere per eliminare i terroristi. Non c'è praticamente nulla di pacifico. Non sono mere operazioni di Polizia, tanto che si va con armi pesanti e mezzi blindati, mentre le Polizie sono tipicamente armate di automobile e pistola (se non del semplice manganello, come accade nella Repubblica d'Irlanda). Il peacekeeping non è una novità. Lo facevano anche gli antichi romani, con la famosa pax romana. L'Impero doveva essere pacifico. Se accadeva una rivolta, arrivava l'esercito e radeva tutto al suolo. Peacekeeping.

Unendo le due obiezioni, aggiungerei che le uniche vere missioni di pace, che non sono un lavoro (perché spesso nessuno ti paga) e in cui non vai con il mitra pur rischiando la vita, sono quelle di coloro che partono per donare il loro amore, unito ai loro anni di studio, al loro sapere, alle loro esperienze e alla loro gioia a coloro che, dopo aver visto troppi uomini vestiti di verde e armati di mitra, si sono completamente dimenticati di essere amati. Perché il mondo non se ne fa nulla della democrazia, senza l'amore che è alla base di ogni democrazia che funzioni.

Il peacekeeping è una contraddizione in termini. La pace non si mantiene certo con la guerra.
[ Permalink | 2 commenti | Commenta ]

Critiche frequenti alla Protezione Civile

Mi sono decisamente stancato, in questi giorni, di sentire continue assurde critiche sull'operato della Protezione Civile in Abruzzo. Ecco tre critiche che sento molto frequentemente con relativi commenti:

Perché la Protezione Civile accetta solo soldi e scoraggia l'invio di materiali
Tale critica è spesso rafforzata dal fatto che la Protezione Civile, per ovvi motivi di lentezza burocratica, agisce in deroga alle leggi sulle gare d'appalto e può comprare materiali da chi vuole, senza alcuna gara.
La motivazione del fatto che venga accettato quasi solo denaro è banale. Il denaro è di facile gestione e di immediato utilizzo. I materiali, invece, richiedono spazio, tempo e personale per stoccarli e smistarli. E lo spazio, il tempo e il personale sono tre cose che non ci si può assolutamente permettere di sprecare.

Perché, se proprio si vogliono inviare vestiti, la Protezione Civile vuole che siano nuovi e imballati?
Ovvio anche questo. Se proprio si deve perder tempo e personale per smistare i vestiti, smistare vestiti usati e ammucchiati è folle e impossibile. Tanto più che, come so per esperienza, tipicamente la gente manda vestiti rovinatissimi e inutilizzabili.

Perché la Protezione Civile caccia persone che vanno lí per dare una mano?
La Protezione Civile funziona da coordinamento di un grande numero di associazioni di volontariato. Tali associazioni dispongono di diverse persone, registrate e note alla Protezione Civile, che hanno dato la loro disponibilità per determinati tipi di emergenze (ne esistono tre: a livello cittadino, a livello regionale e a livello nazionale) e sono istruiti su come comportarsi in tali situazioni e su come funzioni l'organizzazione degli aiuti. Tali persone sono state immediatamente chiamate (diverse persone che conosco sono partite per questo). Mettersi ad accettare altre persone, che vanno addestrate e che comunque non si conoscono rallenterebbe solo le operazioni. Tanto più che la gente è mediamente folle e che non escluderei che molti si spaccerebbero per volontari per poi fare tutt'altro (esempio di follia: delle maestre hanno modificato il viaggio di ritorno in pullman da una gita per far vedere agli alunni le zone colpite dal terremoto, e sono state ovviamente cacciate dalle forze dell'ordine).

Insomma, smettiamola di criticare e diamo una mano come possiamo.

Segnalo anche che la mia università (Sapienza Università di Roma) ha dato, seguendo una proposta del direttore del Dipartimento di Fisica, la possibilità di seguire le lezioni da noi per chi non potesse studiare a L'Aquila a causa dei forti danni subiti da alcuni dipartimenti (tra cui quello di Fisica). Noi studenti di Fisica stiamo raccogliendo, a questo indirizzo, informazioni su persone che potrebbero ospitare studenti dell'Aquila a casa propria.
[ Permalink | 2 commenti | Commenta ]

Emergenza sangue e appelli fuorvianti

Si stanno diffondendo, via email e via social network, appelli che richiedono sangue del gruppo zero, Rh negativo, per le vittime del terremoto.

Invito a NON LASCIARSI ASSOLUTAMENTE FUORVIARE DA TALI RICHIESTE. Serve sangue DI QUALUNQUE GRUPPO. Il sangue del gruppo zero Rh negativo è molto pratico da utilizzare, poiché può essere donato indipendentemente dal gruppo del ricevente. Ma questo non significa assolutamente che sia l'unico gruppo utile.

Quindi invito chiunque possa donare a fregarsene del proprio gruppo e ad andare nel più vicino ospedale a donare il sangue, appena può.

Il sangue è necessario sempre, e anche il dopo-emergenza non è affatto facile. Quindi non vi riferite alle emergenze per donare, ma donate quando potete, purché lo facciate più spesso possibile. Che significa una volta ogni tre mesi per gli uomini e una volta ogni sei per le donne.

Donare sangue è un dovere che non ci costa assolutamente nulla, non c'è motivo di non farlo.

Colgo l'occasione per ricordare a chi è di zona che il GIDSa, il gruppo di donatori dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma del quale faccio parte, organizza una mattinata di donazioni per domenica 19 aprile, presso i locali della Parrocchia di San Filippo Neri alla Pineta Sacchetti, in Via Martino V 28, Roma.
[ Permalink | Nessun commento | Commenta ]

Terremoto

Come buona parte degli abitanti dell'Italia centrale, stanotte, poco dopo le tre e mezza, sono stato svegliato dal terremoto. Le ante degli armadi che sbattevano, il letto in movimento e i piccoli oggetti che saltellavano sulle mensole. Qualche orribile secondo.

Poi, stamattina, tra le confusissime notizie dei giornali (alle sei di mattina non ci aveva ancora capito nulla nessuno, si parlava persino di epicentro a Roma sud, chiaramente ridicolo), ho cominciato a capire che l'epicentro era intorno all'Aquila, che è in parte rasa al suolo, così come parte dei paesi nei dintorni.

A questo punto della giornata posso dire che parenti e amici in zona stanno tutti bene, anche se diversi senza la casa. Non so immaginare cosa ci sia stato all'Aquila, considerando che qui è stato il più forte terremoto che mi sia capitato di vivere, e siamo a centinia di chilometri di distanza.

Come per ogni evento di questo tipo, i giornali hanno cominciato a dare spazio alle più assurde polemiche, perché chiaramente la colpa di un terremoto deve pur essere affibbiata a qualcuno. L'unica polemica che ritengo valida è il fatto che ancora, in centro Italia, ci siano edifici pubblici non antisismici, e che tra questi ci sia una Casa dello Studente.

Riguardo la polemica sul ricercatore INFN che aveva "previsto" il terremoto, cito ciò che ho scritto sul blog di un amico della provincia dell'Aquila:
Riguardo il fisico dell'INFN, è soltanto tutto un modo che hanno i media di cavalcare la polemica. Il fisico aveva previsto il terremoto, nel senso che aveva detto che ci sarebbe stato.

Ma nessuno può prevedere, allo stato attuale delle cose, quando avvenga un terremoto. Si può solo dire che la probabilità è molto alta, perché si sono verificati una serie di eventi (tra cui quelli elencati dal tizio).

Non è opportuno, secondo la direzione della Protezione Civile (e anche secondo me) avvertire la popolazione su semplici considerazioni di probabilità, poiché la cosa scatenerebbe il panico, che non crea meno vittime di un terremoto, e che è altrettanto incontrollabile. Per non parlare poi della questione meramente filosofica dello stabilire quando la probabilità possa essere considerata "abbastanza alta" da giustificare un possibile scatenamento di panico.

La protezione civile, quando c'è un forte rischio di questo genere, è in allarme, e dubito seriamente che possa essere detto che non fosse pronta.

Insomma, chi si occupa di protezione civile sa ciò che fa, e non lo fa su pure basi fisiche, ma anche con un minimo di sociologia. Lo stesso va detto dei fisici dell'INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), che conoscono perfettamente, nei limiti tecnici, ciò di cui si occupano.

L'INFN è l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Che poi sarà probabilmente il mio campo di specializzazione. La fisica nucleare, coi terremoti, non ci azzecca assolutamente nulla. O, meglio, ci azzecca quanto il giornalismo.

Che i giornalisti e i fisici nucleari si mettano a far considerazioni di geofisica e sociologia mi pare quantomeno fuori luogo. E offende la fisica. E pure il giornalismo, se ancora ci fosse qualcosa da offendere lí dentro.
[ Permalink | 2 commenti | Commenta ]
© Lorenzo Breda 2005 - 2014. Alcuni diritti riservati
Valid XHTMLWCAG Level AA compilantXFN friendly

Cerca

Me

me

Twitter status

Posizione

Ultimi libri

Ultime foto

Oggi

  • 11:00: Messa

Domani

  • 16:15: Visita medica

Si dice in giro...

Temporaneamente disabilitato.

Etichette

Blogroll (opml)

Archivio

    Torna al menu | Torna al testo