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Una fede semplice

Uhm, questo post era pensato per domani, ma per un cambio di programma sono a casa oggi e domani non ci sarò.

Sono tornato ieri pomeriggio da Međugorje.

Spesso i santuari famosi, tanto più quelli mariani legati a visioni, mi lasciano molto perplesso. La maggioranza dei pellegrini che vedi danno l'impressione di essere molto più vicini a forme di superstizione o addirittura idolatria che al cristianesimo. Magari non è così, ma l'impressione è quella. E la popolazione locale accoglie dei turisti, non dei fedeli.

Međugorje non è un santuario, poiché la Chiesa cattolica non ha ancora riconosciuto che le visioni siano realmente avvenute, per quanto moltissimi lo considerino, de facto, un santuario. Il rischio di assurdità parrebbe quindi ancora più alto. Una delle cose che mi ha colpito, invece, è l'estrema semplicità che è stata mantenuta da quel luogo meraviglioso.

Oltre che alla serietà del vescovo di Mostar-Duvno, che è molto fermo nel bandire pratiche non opportune, e alla semplicità dei francescani che da secoli guidano la parrocchia locale, la causa di questo è certamente l'estrema semplicità della fede del popolo erzegovino. Sono persone che hanno subìto cinque secoli di oppressione, tra invasioni di popoli islamici, conclusi con gli anni del comunismo sotto Tito e dalla terrificante guerra civile alla sua morte. Sono un popolo libero da soli quindici anni, persone profondamente segnate dalla guerra e dalla mentalità che la precedette. Eppure hanno mantenuto una fede salda, che li porta a mettere in pratica la Parola di Dio semplicemente perché vedono che gli effetti ci sono e sono forti.

È un modo di credere che non è il mio, io mi faccio diecimila domande sul perché e il per come una Parola mi possa fare bene, e solo quando la porto alla pratica e vedo che funziona molto meglio di quello che tante teorie mi portavano a credere, mi dico: "vedi, stupido, potevi svegliarti prima...". È una fede che non è neanche quello di un'Europa e un occidente che è arrivato a contrapporre la fede alla scienza solo perché ha trasformato la fede in una scienza. Dovrei e dovremmo imparare moltissimo da questa gente. Uno va lí per cercare Maria, e Gesù attraverso di lei, e invece trova la fede di Maria, che non capisce nulla di quello che le accade intorno, ma che lo serba nel cuore e si fida ciecamente del Figlio. Mai mi sarei aspettato un insegnamento del genere.

Abbiamo ricevuto anche diverse catechesi su argomenti vari, che mi hanno dato molto, ma nulla in confronto a ciò che mi ha insegnato senza troppe parole la gente di Međugorje. A darmi moltissimo sono stati anche i tre principali momenti di preghiera che abbiamo vissuto. Un'adorazione eucaristica (il loro modo di festeggiare la festa patronale, noi festeggiamo con salsicce alla brace), durante la quale ho affidato a Dio il problema che più di tutti mi distraeva dal poter vivere tranquillamente il pellegrinaggio, la salita del monte Podbrdo (il monte della prima presunta apparizione) recitando il Rosario, che è una preghiera che ultimamente mi sta dando moltissimo, e la salita del monte Križevac, pregando e facendo la Via Crucis (ad onor del vero un po' approssimativa), con una catechesi sulla Croce in cima. Il Križevac (monte della Croce) è un monte sul quale la popolazione locale ha pregato per secoli, anche sotto le oppressioni che si sono succedute.

Altra esperienza notevole è stata la visita a Mostar, città in cui sono ancora evidentissimi i segni della guerra civile sulle case, piene di buchi di proiettili, quando ancora in piedi, e sulle persone, che hanno visto morti assurde con i loro occhi. La città mescola ancora romano-cattolici (la maggioranza), greco-ortodossi, islamici ed ebrei. La città vecchia, con il ponte, è completamente ricostruita dopo la guerra, grazie a finanziamenti internazionali (anche italiani) e ai finanziamenti arabi per la ricostruzione delle moltissime moschee. La cattedrale, nel convento francescano, è stata sovrastata dai comunisti con palazzoni popolari in cemento armato, per poi essere bruciata con il fosforo durante la guerra civile. Ora è in ricostruzione (la costruzione in cemento armato è completa, le rifiniture si fanno man mano che arrivano i soldi), in maniera che sia indistruttibile con il fosforo, e con un campanile di 107 metri, che sovrasta di gran lunga i palazzi popolari. All'interno fanno impressione le foto delle rovine rimaste dopo la guerra. E tra le rovine, ancora si celebravano battesimi e matrimoni. Altrettanto impressionanti le foto dei francescani uccisi dai comunisti.

Emozionantissima la visita alla Comunità Cenacolo, per le testimonianze ma soprattutto per lo spettacolo teatrale al quale ci hanno invitati. Mettevano in scena la parabola del Padre misericordioso, e si vedeva che era una Parola che avevano visto agire profondamente nella loro vita. Stupendo davvero.

Anche la terra è meravigliosa. Le attività industriali non sono particolarmente inquinanti, il verde è la maggior parte del territorio, e il fiume Neretva, che raccoglie tutte le acque dell'Erzegovina, è pulitissimo. Abbiamo visitato anche le cascate Kravice, a due passi da Međugorje, molto belle.

Con la gente della nostra parrocchia (la minor parte) venivano anche parecchi fratelli del Cammino neocatecumenale, e gli scambi di esperienze ecclesiastiche e di fede credo siano stati utili a tutti. Troppo spesso si fanno nette distinzioni tra i modi di fare comunità dei vari cammini, movimenti e gruppi, per poi vedere che gli incontri seri con Cristo avvengono solo scambiandosi le rispettive esperienze concrete, più che stando a guardare i metodi di catechesi o di preghiera. Si punta troppo a tentare di trasmettere la fede come nozione, e troppo poco a trasmetterla come esperienza.

Insomma, è stata un'esperienza diversa da come la immaginavo, e allo stesso tempo affascinante e formativa, e sono certo di vedere presto i frutti di conversione che mi ha portato. Ringrazio il Signore che mi ha dato così tante nuove parole in quest'estate da cui non mi aspettavo tanto.

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Ancora Belgio e Chiesa

Tanto per approfondire ciò di cui parlavo qualche giorno fa.

Oggi tutti i giornali titolavano che il mio post di pochi giorni fa è una fesseria. Cioè, non è che titolassero proprio così, ma dicevano che in Belgio sono stati trovati documenti determinanti, che solo la Polizia poteva avere. In particolare, si parla di foto di abusi e documentazione riguardo Marc Dutroux, meglio noto come il mostro di Marcinelle, notissimo serial killer pedofilo belga.

Il vescovo responsabile ha dichiarato che non ne sapeva nulla, perché l'arcivescovado è enorme, e la documentazione che arriva è tanta. Ovviamente tutti la hanno citata come una mezza scusa.

Di poche ore fa una nuova notizia. La documentazione fu inviata dalla rivista satirica britannica The Sprout al Vaticano, per suscitare una sua reazione facendo credere di stare per pubblicare falsità sull'implicazione del vescovo Godfried Danneels nel caso Dutroux. Il Vaticano girò il tutto alla commissione belga, che mise il tutto in archivio, presumo classificandolo come buffonata.

La documentazione fotografica, inoltre, non riguardava gli abusi ma l'autopsia. Ed è evidentemente passata in mano a giornalisti, altro che solo la Polizia.

Un buon esempio di quanto l'informazione sia credibile.

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Belgio e Chiesa

La notiziona di cui si parla da giorni è quella della perquisizione, della Curia di Bruxelles, in Belgio.

In sostanza, è stato effettuato il sequestro dei documenti della commissione incaricata dalla Chiesa cattolica di indagare sulle questioni legate ai casi di pedofilia nel clero belga. Sequestro che è perfettamente lecito, per quanto sia una dichiarazione di sfiducia nei confronti dell'operato della Chiesa, ma che è stato effettuato in maniera eclatante, peraltro non trovando nulla di particolarmente interessante o celato dalla Chiesa.

Solo a me pare una cosa fatta più per populismo che per risolvere effettivamente qualche problema? Che senso ha attaccare in modo spettacolare un po' di vescovi, che rappresentano un gruppo contenente una minima parte dei pedofili del Belgio, senza neanche trovare nulla di interessante in più rispetto a ciò che la Chiesa già rende pubblico? Cosa speravano di ottenere, se non rumore sui giornali? Hanno fatto felici un sacco di persone, nascondendogli con un po' di fumo il fatto che sul terreno "lotta alla pedofilia", con questa operazione, il Belgio non è avanzato di un centimetro.

E sono interessanti le dichiarazioni del premier belga in seguito alle dimissioni del Presidente della commissione. "La Chiesa ha il diritto di istituire commissioni, ma le vicende di pedofilia sono di competenza della giustizia". E chi lo ha mai negato? Semplicemente, sequestrare le indagini degli altri, tra l'altro durante un blitz effettuato con modalità quantomeno discutibili, non è il modo migliore di indagare.

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Cathopedia - L'enciclopedia cattolica

logo Ieri, al termine dell'udienza del Papa a conclusione del convegno Testimoni Digitali, si è svolto il secondo incontro dei contributori di Cathopedia. Ne approfitto per presentarvi un po' il progetto, nella speranza che possa esservi utile e che possiate collaborare.

Cathopedia è un progetto nato circa quattro anni fa da un'idea di don Paolo e don Giovanni Benvenuto (il secondo è co-fondatore di Qumran2). Si tratta di un'enciclopedia cattolica collaborativa a contenuto libero.

L'idea e l'interfaccia sono del tutto analoghe a quelle di Wikipedia. Mentre però Wikipedia è un'enciclopedia universale, e nelle sue voci mantiene il punto di vista neutrale, Cathopedia tratta solo argomenti di interesse cattolico, e li tratta da un punto di vista cattolico. Inoltre, mentre su Wikipedia l'iscrizione è automatica, e si possono modificare le pagine anche senza essere iscritti, su Cathopedia l'iscrizione è obbligatoria e controllata (va richiesta, e sarà vagliata da un responsabile).

Perché un sito del genere? Bè, il motivo è molto semplice. Per chi si occupa di pastorale, a diversi livelli, è decisamente molto utile avere una fonte di informazioni che sia qualificata dal punto di vista dottrinale, e che allo stesso tempo contenga argomenti e approfondimenti su materie che non trovano spazio su un'enciclopedia universale.

Tutte le voci di Cathopedia possono essere riutilizzate e modificate senza problemi di diritto d'autore a patto di citare la fonte e di permetterne la diffusione e la modifica. Questo permette di utilizzare tutti i contenuti in ambito pastorale, anche in situazioni ufficiali, senza porsi problemi di copyright e royalities.

Il progetto è ancora in una fase iniziale, e abbiamo bisogno di collaboratori!! Se sai utilizzare un wiki, e sei in grado di collaborare, puoi richiedere un account, dopo aver letto con molta attenzione le condizioni.

Don Paolo ha pubblicato anche una videointervista in cui presenta il progetto (e in cui compaio anche io in foto :P ).
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Un po' di chiarezza sulla Sindone

Sindone Considerando che si tratta di un'altra delle cose legate alla mia Chiesa della quale al momento si parla e straparla, volevo parlare un po' con chiarezza anche della Sindone.

La Sacra Sindone è un antico telo in lino, conservato al Duomo di Torino.

Questo telo porta impressa l'immagine di un uomo morto per crocifissione. La tela è di lunghezza doppia rispetto al corpo, e presenta l'immagine frontale testa a testa con quella dorsale, facendo immaginare che fosse stata piegata intorno al corpo, con il lato dei piedi aperto. Secondo la tradizione cattolica tale immagine è l'immagine di Gesù, e (opinione mai ufficializzata dalla Chiesa, che aspetta studi scientifici univoci) il telo è il telo citato nei Vangeli insieme ad un sudario. Tale opinione appartiene anche a molti cattolici illustri, primo fra tutti il papa Giovanni Paolo II.
L'immagine, quindi è considerata un'immagine di origine divina, non realizzata da un essere umano.

È interessante notare che nei Vangeli non si parla di un'immagine rimasta impressa sul telo. Secondo alcune interpretazioni1, però, alcuni plurali presenti nel testo del Vangelo di Giovanni sono traduzioni di un duale aramaico che stava ad indicare che il telo era doppio, e quindi corrispondente alla struttura della Sindone. Altri2 ritengono che lo stupore che fece credere Giovanni, improvvisamente, alla Risurrezione (come si può leggere nel suo Vangelo), fosse dovuto al fatto che sul telo e sul sudario fosse impressa l'immagine di Cristo.

Ovviamente, sulla Sindone sono stati fatti una serie (piuttosto notevole) di studi scientifici. Vediamo i principali, con i pro e i contro:

Gli studi più noti e diffusi sono quelli sulla datazione al carbonio-14. È noto, infatti, che gli esami di questo genere effettuati sulla Sindone nel 1988 hanno avuto come risultato che la sua origine è medievale (XIII-XIV secolo). Va notato, però, che questo tipo di esame non è particolarmente affidabile. Esistono, infatti, esempi di datazioni palesemente errate, nelle quali si nota una differenza anche di un millennio tra reperti chiaramente contemporanei (una mummia e le sue bende, un reperto e l'età stratigrafica del terreno in cui si trova, ecc...). In alcuni casi ciò è dovuto all'assunzione di carbonio da parte del reperto, in altri casi da organismi estranei al reperto (batteri) presenti sullo stesso. Entrambe le cose sono estremamente probabili nel caso della Sindone. Inoltre, esistono anche in ambito non religioso, diverse critiche sulla metodologia dell'analisi e sul fatto che il campione prelevato pare essere non originale (a causa probabilmente di un restauro del telo). Va notato che le critiche riguardo la purezza del campione provengono anche da chi ha fatto le analisi3.

Altri studi storico-scientifici sono stati fatti sulla struttura del telo. Si tratta di lino, tessuto in maniera insolita (ci sono modi più semplici di tessere il lino). Tale tipo di tessitura è però perfettamente compatibile con altri reperti dell'area geografica giudaica appartenenti al periodo di Cristo. I reperti in lino sono estremamente rari, poiché il lino è molto biodegradabile. Il fatto che ci siano pervenuti, tra i pochissimi reperti del periodo, tessuti con una struttura analoga, è indice del fatto che non fossero rarissimi tra i conterranei e contemporanei di Gesù.
Un'altra coincidenza storico-geografica è la presenza di alcune fibre di cotone, che probabilmente sporcavano il telaio con cui la Sindone è stata tessuta, unita alla totale assenza di fibre di lana. La legge mosaica prevedeva di separare la lana dal lino4, e non si utilizzava quindi lo stesso telaio per le due fibre.

Altri esami sono stati fatti sulle bruciature e sulle pieghe. A parte le bruciature la cui origine è nota (un incendio nel 1532), esistono altre bruciature sicuramente presenti prima dell'incendio (sono presenti su delle copie precedenti). Ci sono moltissime ipotesi sulla loro origine, e c'è chi sostiene che risalgano al primo secolo e siano dovute a dei granelli d'incenso caduti sul telo2 . Se effettivmente tali bruciature sono dovute a dell'incenso, è molto sensato credere che risalgano ad un utilizzo della Sindone come appoggio per l'Eucarestia nella prima comunità degli apostoli. Se ad essere incensata fosse stata l'intera Sindone, le bruciature non sarebbero concentrate in una posizione tanto precisa, ed è impensabile che una cosa che non fosse l'Eucarestia fosse più degna di essere incensata rispetto alla Sindone. In ogni caso, queste sono ipotesi piuttosto vaghe.
Più interessanti sono le ipotesi sulle pieghe, in parte evidenziate dalle bruciature e da altri segni rimasti sul telo. Risulta evidente che la Sindone è stata ripiegata, per un certo periodo, in otto strati, mostrando così solamente il volto. Ciò è compatibile con l'ipotesi secondo la quale il Mandylion, telo analogo conservato ad Edessa precedentemente al medioevo, raffigurante il volto di Cristo, sia effettivamente la Sindone ripiegata. Questa ipotesi, che farebbe cadere la datazione al carbonio, ha come unico ostacolo un documento letterario5 che sembra parlare della Sindone e del Mandylion come due oggetti presenti contemporaneamente.

Altri elementi, oltretutto scarsissimamente contestati, sono gli esami delle polveri e dei pollini presenti sulla Sindone, che appartengono all'area geografica giudaica. L'analisi delle polveri, inoltre, evidenzia l'uso sulla Sindone di composti utilizzati nelle sepolture dell'epoca di Cristo.

I diversi studi medico-legali, infine, evidenziano con chiarezza tutta una serie di segni distintivi della crocifissione di Cristo, in parte non documentati per altre crocifissioni.
L'Uomo della Sindone, infatti, è stato crocifisso, ci sono segni di flagellazione violenta (cosa non comune per un condannato a morte: Pilato fece flagellare Gesù per impietosire il popolo e risparmargli la morte), ci sono i segni della corona di spine (mai documentata in una crocifissione), è presente la ferita al costato, il sangue sembra essere uscito dal costato violentemente e insieme a del siero (come si legge nei Vangeli), le gambe non sono fratturate.

L'unica spiegazione per sostenere che la Sindone sia medievale sarebbe l'idea che si tratti di una rappresentazione artistica. Contro questo argomento si può dire che la Sindone non è compatibile con l'iconografia dell'epoca, poiché i chiodi della crocifissione sono inseriti nei polsi e non nelle mani6 . Inoltre, la Sindone non è dipinta (le tracce di vernice presenti sono dovute al fatto che molte copie della stessa sono state benedette mettendole a contatto con l'immagine), e nessuno è mai riuscito in nessun modo a riprodurre immagini con le medesime caratteristiche. In particolare, risulta complesso riprodurre il fatto che solamente le fibre superficiali sono colorate e il fatto che, presi i dati di luminosità, l'immagine risulta tridimensionale. Inoltre, l'immagine è distinguibile solo da una distanza superiore ai due metri, cosa che renderebbe particolarmente difficile il lavoro dell'artista.

Un ultimissima nota: il Volto Santo conservato a Manoppello e considerato il velo con cui la Veronica (personaggio non presente nei Vangeli, ma citato in diversi apocrifi [che non sono affidabili poichè scritti molto successivamente agli eventi che narrano, ma che raccolgono comunque la tradizione dei primi secoli] e in diverse visioni mistiche) asciugò il volto di Gesù si sovrappone perfettamente al volto della Sindone, con l'unica differenza che nel Volto Santo gli occhi e la bocca sono aperti.

Questi sono un po' di punti chiari per dire perché moltissimi cattolici credono nel fatto che la Sindone sia effettivamente il telo che avvolse Gesù. Devo però aggiungere, considerando che a molti critici non è chiaro, una considerazione che ritengo importante.

La Sindone, e parlo di me ma è lo stesso per ogni cattolico, non rappresenta una prova per la mia fede. Che Gesù è esistito, che ha sofferto per me, che mi ama, che è vivo, che mi guida, che mi ascolta, sono tutte certezze che ho in maniera completamente indipendente dalla Sindone e dalla sua autenticità. Non me ne faccio nulla dell'autenticità della Sindone, se non avessi visto in modi molto più personali e chiari l'opera di Dio in me. Questo post non è una difesa della mia fede, perché non credo nella Sindone ma in Gesù. Semplicemente, in mezzo a tante chiacchiere, ho ritenuto opportuno fare chiarezza.



Note
1 Ad esempio secondo J.M. García, La vita di Gesù nel testo aramaico dei Vangeli, BUR 2005.
2 S. Gaeta, L'enigma del volto di Gesù, Rizzoli 2010.
3 Christopher Ramsey, Shroud of Turin, Oxford Radiocarbony Accelerator Unit, 2008.
4 Deuteronomio, 22,11.
5 Robert de Clary, La conquête de Constantinople
6 Spesso si legge la critica secondo la quale nei Vangeli si parla di mani e non di polsi, fatto alla quale è dovuta l'iconografia medievale. Va notato, a questo proposito che, in ebraico, le mani comprendono anche i polsi.
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Compendio del Catechismo e pedofilia

Considerando che ormai è la quarta volta che sento questa stronzata, e mi sarei anche un po' stufato, proseguo la mia serie di post sulla Chiesa con questo.

Grazie all'opera di alcuni articoli scritti da imbecilli, ed evidentemente letti da ancora più imbecilli (perché per non leggere un riferimento, di imbecillità ce ne vuole proprio tanta), gira voce che il punto 492 del Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica sostenga che la pedofilia (o gli stupri, secondo altre versioni), per la chiesa, siano uguali in gravità all'omosessualità.

Ebbene, per chi non fosse capace di cercarselo da solo, cito il punto 492. E per chi non fosse in grado di comprenderlo (e, s'intenda, è molto chiaro), metto in corsivetto le parti notevoli.


492. Quali sono i peccati contro la castità?
Sono peccati gravemente contrari alla castità, ognuno secondo la natura del proprio oggetto: l'adulterio, la masturbazione, la fornicazione, la pornografia, la prostituzione, lo stupro, gli atti omosessuali. Questi peccati sono espressione del vizio della lussuria. Commessi sui minori, tali atti risultano un attentato ancora più grave contro la loro integrità fisica e morale.

No, dico, ci vogliono i sottotitoli?

Next: sindone.
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Dalla parte del Papa

Sabato, dopo dieci anni, è stata esposta la Sindone. In due giorni, ci sono stati sessantamila visitatori. Ieri ne hanno parlato tutti i quotidiani. Il 25 marzo ci sono stati a Roma i festeggiamenti per la XXV GMG. In una sola serata, settantacinquemila giovani si sono stretti attorno al Papa. Nessun quotidiano ne ha dato notizia, se non in trafiletti che non parlano di numeri.

Questa è la prova dell'onestà intellettuale del mondo dell'informazione quando si parla del Papa e della Chiesa.

Facile e divertente parlare della Sindone, della quale si può di tutto tra commenti e critiche. Molto più difficile dire che in un momento come questo ci sono settantacinquemila giovani che si sono riuniti nel sostenere il Papa.

Questa stessa onestà intellettuale è utilizzata dai giornalisti che parlano, trasversalmente ai legami politici delle loro testate (il che rende verosimile l'idea che in fondo sia tutto in mano massonica), della questione della pedofilia nella Chiesa e del modo in cui Benedetto XVI si sta occupando del problema.

Viene data qualunque notizia, anche senza fonte. Vengono interpretate in maniera ridicolamente errata parole del Catechismo o del Papa stesso, al punto che uno si chiede se i giornalisti conoscano l'italiano. Vengono tradotti con Google articoli di quotidiani USA, con risultati imbarazzantissimi. E non si accenna neanche minimamente al fatto che i casi di pedofilia che stanno venendo fuori lo stanno facendo grazie ai chiari inviti fatti dal Papa, dall'inizio dell'anno sacerdotale, al punto da far credere che sia tra gli obiettivi principali di tale evento.

Il mio consiglio è quello di evitare accuratamente lo schifo che stanno facendo i giornalisti in questo periodo, e di andarsi a leggere i documenti originali, che sono tutti ben catalogati sul sito del Vaticano, con addirittura una pagina apposita. Il Papa va conosciuto da ciò che fa, non da ciò che i giornalisti inventano. Si noterà che la differenza è abnorme.

Io sono con il Papa. La pedofilia nella Chiesa esiste e va eliminata. Come Benedetto XVI sta facendo, e i giornalisti dicano pure ciò che vogliono.
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Tornando dalla GMG

Come avevo scritto qualche giorno fa, ieri ho partecipato, con i ragazzi dei Sicomori Curiosi e degli altri gruppi di pastorale giovanile della parrocchia, all'incontro per festeggiare la venticinquesima Giornata Mondiale della Gioventù.

Veramente un'ottima serata, che ha celebrato degnamente un così bel traguardo, alla presenza di 75 000 persone (tutta la piazza San Pietro piena, e oltre). Molto belle la maggior parte delle testimonianze, tra cui alcune di conversione legata alla GMG internazionale di Roma di dieci anni fa. Bella anche la testimonianza di Nec, dal quale mi aspettavo più una presenza pubblicitaria che altro. Meravigliose, nella loro semplicità e profondità le parole del Papa in risposta ad alcune domande poste da ragazzi della diocesi di Roma. È stato bello anche sostenerlo in questo momento in cui è attaccato in maniera molto vigliacca per i casi di pedofilia che lui stesso sta facendo venire allo scoperto.

Unica nota negativa è l'inno, di monsignor Frisina, che ha uno stile totalmente inadatto ad un evento come la GMG. Anche la scelta dei canti è stata imho non buona.

Ed ora dritti verso la GMG internazionale di Madrid, ad agosto 2011! La Spagna ha davvero bisogno di un evento di tale portata.
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XXV GMG

Ormai manca poco alla Domenica delle Palme che è anche la Giornata Mondiale della Gioventù ad organizzazione diocesana, negli anni in cui non c'è quella organizzata a livello internazionale.

Le varie diocesi organizzano i loro eventi per celebrare questo giorno. Per quanto riguarda la diocesi di Roma, l'appuntamento è tradizionalmente in piazza San Pietro il giovedì precedente. Ci vediamo quindi in piazza giovedì 25 marzo, dalle ore 19 alle ore 21:30.

Quest'anno per noi romani la ricorrenza ha un suo significato tutto particolare. Oltre ad essere la venticinquesima giornata, è anche la decima dalla magnifica GMG internazionale di Roma, inserita nell'anno giubilare straordinario di inizio millennio, ed è vicinissima al giorno del quinto anniversario della morte del predecessore del nostro vescovo, il Servo di Dio Giovanni Paolo II, che ha ideato e desiderato molto questo appuntamento annuale.

Per chi fosse interessato, i biglietti si ottengono gratuitamente presso le diocesi. Per la Diocesi di Roma, c'è un modulo da compilare sul sito della pastorale giovanile diocesana. Se proprio aveste seri problemi ad ottenerli, noi della pastorale giovanile della mia parrocchia forse abbiamo qualche biglietto che avanza, anche se ne dubito, ma posso chiedere :o)
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CEI, Vaticano e Stato Italiano

Si (s)parla spesso delle cosiddette ingerenze della Chiesa negli affari del Governo italiano. Ma rarissimamente lo si fa con cognizione di causa. Abbiamo, purtroppo, un sistema di informazione che tende a far sembrare che ogni cosa fatta dal nostro Governo è fatta con il benestare della Chiesa Cattolica, e un'informazione per così dire "alternativa" che fa di tutto per far sembrare che tutto ciò che la Chiesa dice viene messo in atto dal Governo Italiano, e che il Vaticano influenzi la politica italiana sfruttando la sua posizione geografica.

Considerando che ho recentemente letto e sentito cose del tipo "perché se il Vaticano governa la Chiesa Cattolica di tutto il mondo, si azzarda a dar fastidio solo in Italia?", credo sia arrivato il momento di chiarire, da cattolico quale sono, ma anche da cittadino italiano con un minimo di onestà intellettuale, come stanno le cose.

Prima di tutto facciamo le dovute distinsioni. Io sono un membro della Chiesa Cattolica. Nessuno però si sognerebbe mai di prendere un post dal mio blog e dire che è il parere del Vaticano. Ebbene, la stessa cosa vale per i sacerdoti di ogni grado. La loro opinione politica, che esprimono da cittadini, NON è il parere della Chiesa, né tantomeno quello del Vaticano.

Il Vaticano è, che vi piaccia o no, uno stato, riconoscuto dall'ONU come tale. Ha un suo sistema di governo indipendente, ha un insieme di suoi territori, e ha degli accordi con lo Stato italiano, del quale tutti i suoi territori sono enclave. In Vaticano risiede il Papa, che è posto a guida della Chiesa Cattolica Apostolica Romana, una Chiesa cristiana unica a livello mondiale, e di un insieme di Chiese che lo riconoscono come pastore. Il Papa svolge questo ruolo di guida attraverso i suoi discorsi, e, soprattutto, attraverso dei documenti ufficiali, che i cattolici considerano in alcuni (non molti, peraltro) casi infallibili [sì, mi spiace deludervi, ma il credere che i Cattolici considerino infallibile ogni parola del Papa è da ignoranti e/o da disinformati cronici]. Nessuno di questi documenti (di cui vi consiglio caldamente la lettura, molti sono meravigliosi e potrebbero cominciare a farvi capire chi sono questi tanto criticati cristiani) contiene consigli specifici per lo Stato italiano. Anche perché sono destinati al mondo, al quale non frega assolutamente nulla di cosa accidenti succede in questo nostro staterello. Contengono invece molte riflessioni, anche a livello morale, che spesso vanno apertamente contro l'operato di molti nostri piccoli potenti.

Insomma, quindi, è una stupidaggine pensare che il Vaticano faccia ingerenze politiche, ed è ancora più una stupidaggine pensare che si rivolga solo all'Italia. Anzi, un recente documento, la bellissima enciclica Caritas in Veritate, insieme al documento conciliare Dignitatis Humanae (entrambi reperibili sul sito vaticano, se volete dare un'occhiata) sono stati donati dal Papa ad Obama.

La CEI, che non è il Vaticano, è la Conferenza Episcopale Italiana, ovvero l'organo della Chiesa Cattolica che riunisce i Vescovi italiani. Se non si fosse capito bene, lo sottolineo anche. Italiani. I Vescovi sono le persone poste a guida delle Diocesi, ovvero di zone territoriali. Tutte le persone che sono in un certo territorio, sono sotto la guida di un Vescovo. Qualsiasi Stato in cui siano presenti un sufficente numero di diocesi che hanno la possibilità di organizzarsi ha una sua Conferenza Episcopale. Un elenco è qui. Ma la CEI è la Conferenza Episcopale Italiana. Come qualsiasi organo religioso in qualsiasi stato libero (e non, vedi i monaci buddisti in Birmania), la CEI esprime dei pareri anche politici. E ovviamente, essendo la CEI, non esprime pareri politici riguardanti la politica dello Stato di Atlantide, ma esprime pareri sulla politica italiana. Altre Conferenze Episcopali appoggeranno o criticheranno scelte politiche di altri paesi. Un ottimo esempio è la USCCB, ovvero la Conferenza dei Vescovi Cattolici degli USA, che, come ogni altro gruppo cristiano o religioso in generale, fa sentire (e neanche poco) le proprie idee sulla politica.

Insomma, ognuno sta al suo posto. Il Vaticano non esprime pareri politici, né sullo Stato che lo ospita, né su altri Stati, perché semplicemente non c'entra nulla. La CEI esprime pareri sulla politica italiana, e voglio anche sperare che nel nostro Stato ogni italiano possa esprimersi come gli pare e piace, e non esprime pareri sul resto del mondo perché non c'entra nulla, essendo italiana.

I giornalisti, dal canto loro, hanno tutto l'interesse a far credere cose non sensate, sottolineando che non sono sensate. Ma non lo sono semplicemente perché sono false. E hanno anche tutto l'interesse a nascondere, sia quando sono oppositori del Governo, sia quando sono sostenitori, che spessissimo il parere della Chiesa, espresso dalla CEI, è opposto a quello del Governo. Vedi la questione pacchetto sicurezza. Se davvero la Chiesa avesse il potere politico che tanti disinformatori mascherati da baluardi contro la disinformazione sostengono che abbia, il pacchetto sicurezza non sarebbe ora la tristissima e vergognosa realtà che è.
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Sulla nuova traduzione della Bibbia, CEI 2008

Da pochi mesi è iniziata la distribuzione della nuova versione della Bibbia autorizzata per la liturgia della Chiesa Cattolica italiana, la CEI 2008. Tra due giorni, inizierà la distribuzione della Bibbia di Gerusalemme (l'edizione più curata per lo studio) con il nuovo testo.

La nuova versione contiene moltissime correzioni di errori ed imprecisioni, rispetto alla precedente CEI 1974, migliorando notevolmente la comprensibilità dl testo ed evitando di incappare in errori di interpretazione spesso assurdi (che in ogni caso erano evitabilissimi nella precedente versione con un po' di attenzione alle note).

Quest'evento ha portato moltissima critica a fare della meravigliosa disinformazione complottista sulla volontà, da parte della Chiesa Cattolica, di modificare la religione stessa attraverso la traduzione.

A chi sta per leggere o ha letto tali critiche, suggerisco di tenere in considerazione i fatti che seguono, prima di farsi trascinare in complottismi e fesserie varie.
  • La Chiesa Cattolica ha sede in Vaticano, enclave di Roma. Questo non significa però che sia una Chiesa italiana. Modificare il testo italiano della Bibbia non ha alcun effetto sulla maggior parte dei Cattolici, che di italiano non leggono nulla. Basterebbe questo a far crollare qualunque teoria del complotto
  • La Bibbia CEI 2008 contiene, tra le correzioni, una quantità notevole di errori notati e presi in giro dalla stessa gente che ora critica la traduzione.
  • La Bibbia CEI 1974 fu realizzata piuttosto in fretta, nella necessità di fornire, in seguito al Concilio Vaticano II, un testo in italiano per la liturgia. Questo impedì di tradurre direttamente i testi originali. Ci si basò invece sulla traduzione UTET, che era la più omogenea, essendo opera di tre soli traduttori. Già dal 1977 si è auspicata una traduzione più precisa, e ripresa dagli originali. In trent'anni, c'è stato tutto il tempo di farlo.
  • In tutte le critiche che ho letto, ci si basa sulla Vulgata, come se fosse il testo più antico disponibile. Nulla di più falso. La Vulgata è una traduzione in latino realizzata nel V secolo da San Girolamo, su commissione del Papa. Solo l'Antico Testamento (eccetto i Salmi) fu tradotto dall'ebraico. Tutto il resto deriva da traduzioni latine precedenti e dalla versione greca LXX, che già si portavano dietro diversi errori. Insomma, esistono verisoni molto più antiche della Vulgata, e molti degli studi filologici sono piuttosto recenti.
  • Altro testo che viene spesso preso come paragone è il Codex Vaticanus, che altro non è che un codice (ovvero un libro rilegato a libro, e non a rotolo) del IV secolo, contenente la Bibbia LXX. Ripeto che la Bibbia LXX contiene moltissime differenze ed errori rispetto al canone Ebraico.
  • Una critica diffusa si riferisce al fatto che spesso, giustificando la nuova traduzione, si parla di disponibilità di nuovi manoscritti e di nuovi studi, che hanno aumentato la nostra conoscenza degli originali, mentre dal 1970 ad oggi gli studi e i ritrovamenti utili sono pochi. Faccio nuovamente notare, a tale proposito, che la Bibbia CEI 1974 NON FU ASSOLUTAMENTE tradotta dagli originali. Gli studi e i ritrovamenti a cui ci si riferisce precedono quindi il 1970.
  • Vedo che ogni tanto si fa il confronto anche con le due versioni maggiormente utilizzate in area protestante, la Diodati e la Nuova Riveduta. La prima è tradotta dagli originali per l'Antico Testamento e riprendendo la traduzione di Erasmo da Rotterdam (contenente alcune imperfezioni) per il Nuovo Testamento. La seconda è la nuova versione di una revisione della Diodati. Il confronto con questi due testi è un po' pi sensato di quello con la Vulgata.

Spero di aver chiarito un po' la questione, evitando stupide interpretazioni complottiste di quello che è un evento decisamente importante nella storia cristiana: una nuova traduzione alla luce dei testi originali.
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Lorenzo ha realizzato oggi, definitivamente, che la lettera del Papa ai giovani che ha letto è la stessa di cui parlavano i giornali. O____O (il 5/9/10 alle 21:35)

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