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Disney: La Principessa e il Ranocchio

Finalmente, dopo anni che lo aspettavo, il nuovo Classico Disney La Principessa e il Ranocchio è nei cinema. Lo ho visto lunedì scorso, con Gloria.

Davvero un ottimo ritorno all'animazione tradizionale, per i Walt Disney Animation Studios. Non si raggiungono le punte dei capolavori del passato, ma si tratta comunque di un lavoro davvero splendido.

La storia rivisita una fiaba classica, ambientandola in una New Orleans di inizio '900, rendendo benissimo le atmosfere di inizio secolo e immergendo ogni cosa nel ritmo del jazz. La trama è gestita molto bene, equilibrando raffiche di gag e momenti profondi come solo la Disney sa ormai fare. La caratterizzazione dei personaggi è buonissima, con una punta capolavorosa per il Dottor Facilier, l'antagonista.

L'animazione è di ottimo livello, è veramente splendido tornare al cinema per un film Disney animato tradizionalmente. I personaggi sono davvero molto espressivi, adoro in particolare Luis, coccodrillo jazzista. Ad una buona animazione, si aggiunge l'ottimo character design, e il fatto che la caratterizzazione di ogni singolo personaggio somma disegni, animazione e musica, con un effetto paragonabile a quello dei Classici del passato.

In un film che ricorda necessariamente il passato dell'animazione Disney, però, c'è davvero molto di moderno. Il modo di fare gag, l'ambientazione storica reale e non in un vago passato e persino la morale, non originalissima, ma insolita per i Classici.

La colonna sonora è bellissima e permea tutta l'atmosfera del film, anche se si poteva fare forse di più per le canzoni (comunque di livello molto buono).

Lodevole anche il doppiaggio, da cui mi aspettavo una mezza schifezza.

Non vi ho detto nulla della trama, perché andarselo a vedere è un assoluto imperativo. Correte al cinema!
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Murakami/Briggs: Quando soffia il vento

Recensione scritta per La Tana del Sollazzo

Locandina Ieri, grazie all'ottima rassegna Dei Piccoli FilmFestival presso il Cinema dei Piccoli di Roma, mi sono potuto vedere Quando soffia il vento. Oltretutto su indiretto (e indovinatissimo) consiglio di chi gestisce il cinema.

La proiezione è stata nella versione con (ottimo) doppiaggio italiano.

Quando soffia il vento (titolo originale: When the wind blows) è un film d'animazione del 1986, animato da Jimmy Murakami e tratto dalla graphic novel di Raymond Briggs. L'adattamento è dell'autore stesso del testo.

In un'ambientazione degli anni '80, Jim e Hilda, due anziani coniugi, vivono in una casetta isolata nella campagna londinese. La guerra nucleare contro la Russia è ormai imminente, e mentre lei, presa dalle faccende di casa, non se ne cura, lui si dà  da fare nel seguire alla lettera delle ridicole e contraddittorie "norme governative" per costruire un rifugio antiatomico. La bomba arriva, e ai due vecchietti, ingenui e abbandonati a se stessi dalle istituzioni in cui in fondo credono tanto, non resta che aspettare inconsapevolmente la fine.

Il film si presenta come una riflessione e una critica sulla guerra, sul modo di governare, sul dimenticarsi dei più deboli durante una guerra, della fiducia nello stato che molti hanno avuto nella seconda guerra mondiale e continuano ad avere, sull'incapacità (o mancata voglia) dei governanti di occuparsi del loro popolo invece di gareggiare con gli altri governanti a chi ha l'arma più potente e il sistema di difesa migliore.

Assolutamente affascinante, nonostante la tematica terribile.

Caratteristica particolare, e molto interessante, del film è il suo mescolare (ricordo che parliamo del 1986) animazione, filmati, animazione con pesanti effetti speciali, e scenari tridimensionali (credo in cartone). Il tutto senza che si senta lo stacco o che sembri innaturale.

I dialoghi molto serrati (motivo per cui il doppiaggio è effettivamente molto utile) danno il ritmo al film, più lento o più veloce a seconda della situazione, e creano la tensione e l'atmosfera necessaria in maniera magistrale.

Alla tensione e al ritmo contribuiscono appropriatissimi brani arrangiati dai Genesis, da Roger Waters, da Squeeze e da Paul Hardcastle. La canzone dei titoli di coda è di David Bowie, al quale in origine doveva essere assegnata l'intera colonna sonora (rinunciò).

Leggendo in giro, noto che il Morandini lo critica negativamente. Non fidatevi. Come leggo su un blog trovato in giro, "Il Morandini accusa il film di essere terribilmente prolisso. Il Morandini può andare a farsi fottere".

Consigliato.
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Pixar - Up

Dal 15 ottobre è nei cinema, anche in versione 3D, Up, il nuovo film Disney/Pixar.

Up ci parla dell'avventura che Carl, anziano signore, e Russel, giovane boy scout, si trovano a vivere insieme (malgrado l'opinione di Carl a riguardo). Nel corso della vicenda Carl e Russel, provenienti da due mondi e due vicende umane molto distanti tra loro, impareranno a capirsi e a volersi bene trovando uno il motivo per staccarsi dal passato ed andare avanti, e l'altro la figura paterna di cui ha bisogno.

Il film è, a mio avviso, tecnicamente quasi ineccepibile, come è ormai tradizione per i film Pixar. Pur essendo diviso in due parti ben distinte (la prima, molto breve, ci presenta la commuoventissima storia di Carl, mentre la seconda è la vicenda vera e propria), non si sente affatto lo stacco tra le due parti, un po' grazie a stratagemmi narrativi e un po' grazie al fatto che la trama, in realtà, scorre senza reali interruzioni. Il tutto è molto coinvolgente e, pur essendo in alcuni punti prevedibile, presenta molte situazioni davvero originali e/o divertenti (senza mai cadere nel fastidioso).

L'aspetto grafico del film, sia a livello di disegno e animazione, sia a livello di character design, è di ottima qualità, come ci si aspetta ormai ogni volta. Da più parti, però, mi si dice che il 3D aggiunge ben poco alla visione (io lo ho visto in 2D).

I personaggi, tanto quelli principali, quanto le due spalle Dug e Kevin, sono davvero ben caratterizzati. Si nota qualche stranezza nella caratterizzazione dell'antagonista Muntz, e i cani compagni di Dug sono difficilmente sopportabili, ma sono cose che in un lavoro del genere si possono perdonare.

Insomma, Up è un film da non perdere. Non insidia neanche da lontano il capolavoro Pixar che è secondo me Ratatouille, ma è comunque una pellicola davvero ottima.
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Henry Selick - Coraline e la porta magica

È ormai piuttosto raro trovare in letteratura delle fiabe vere, e allo stesso tempo nuove. Ed è ancora più raro vederle al cinema. Fiabe che raccontino davvero qualcosa, fiabe che tocchino davvero, fiabe che diano un senso di inquietudine che se ne va solamente con il finale, fiabe che ci facciano osservare il mondo attraverso gli occhi, le paure e i sollievi del protagonista.

Coraline, romanzo scritto dal bravissimo Neil Gaiman e illustrato dal grand Dave McKean è una di queste poche nuove fiabe. Pubblicato nel 2004 (2005 in Italia, per Mondadori), racconta del viaggio di una bambina, Coraline, in un mondo parallelo al suo, e apparentemente molto più attraente, dove trova una famiglia parallela alla sua, ma più gentile e attenta ai suoi bisogni. Man mano si renderà però conto che nel nuovo mondo c'è qualcosa di sbagliato, che va oltre il fatto che tutti gli abitanti hanno dei bottoni al posto degli occhi...

Se al genio di Gaiman, che sa descrivere in maniera fantastica le atmosfere tipiche dei sogni, si aggiunge il genio di Henry Selick, già regista dello splendido, e ormai classico, The Nightmare Before Christmas, otteniamo quel piccolo capolavoro, in questi giorni al cinema, che è Coraline e la porta magica.

Lo sono andato a vedere (purtroppo da solo), nella versione 3D (il mio secondo film in 3D, esperienza molto migliore della precedente, anche se più costosa), un paio di giorni fa.

Il film, realizzato in animazione stop motion, riesce a trasmettere davvero allo spettatore tutte le emozioni necessarie a calarsi nella storia. Raramente un film d'animazione riesce ad essere inquietante e attraente come una fiaba deve essere. Il contrasto tra i vari ambienti è reso magistralmente dalle luci e dai colori (la fotografia è di Pete Kozachik, già autore degli effetti speciali del citato TNBC e di La sposa cadavere), aiutate dalle particolari e suggestive musiche del bravo Bruno Coulais, riuscendo a contribuire notevolmente alla già ottima caratterizzazione degli ambienti e dei personaggi. Il tutto rende questo film un qualcosa di più che una mera trasposizione su pellicola di un libro. È un'esperienza nuova, e godibilissima.

Il 3D dona molto ad alcune scene, che bucano letteralmente lo schermo, ma mediamente non aggiunge molto più che la semplice terza dimensione in maniera non spettacolare. La visione 3D è comunque un'esperienza bella, nonostante la necessità di qualche miglioramento, e spero arrivi presto ad essere usufruibile da tutti.
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Hayao Miyazaki - Ponyo sulla scogliera

Da ieri è arrivato nelle sale cinematografiche italiane l'ultimo lavoro del grande Maestro dell'animazione giapponese Hayao Miyazaki, Ponyo sulla scogliera.

Con questo film, Miyazaki torna alla semplicità dei tempi di Il mio vicino Totoro (che avremo al cinema, dopo 21 anni, tra un paio di mesi) e di Laputa, Castello nel Cielo. Il film ci parla di una bimba-pesce, Ponyo, che incontra, fuggendo da suo padre, un bambino umano, Sosuke, il quale la salva. Ponyo decide allora di voler vivere per sempre con Sosuke, diventando umana. La cosa non è però semplice, perché il padre di Ponyo, il misterioso Fujimoto, odia gli umani e farà di tutto per ostacolarla.

Insomma, una trama semplice, che volendo ricorda da vicino la fiaba della Sirenetta (pur discostandosene fortemente), che ci presenta una dolcissima storia di amore e avventura.

Come sempre accade nelle opere del Maestro, il film presenta tutto un background di simboli e concetti che non sfuggiranno allo spettatore adulto, rendendo la storia godibilissima e affascinante ad ogni età.

Le animazioni sono ottime, sia pure con qualche difetto nei primi minuti, durante i quali sono leggermente a scatti (peccato, perché la scena, particolareggiatissima, sarebbe stata un vero capolavoro).

Completano il tutto le splendide musiche del Maestro Joe Hisaishi, che accompagnano meravigliosamente il film e che lo concludono con una graziosissima canzone finale.

Il doppiaggio italiano è decisamente molto buono, anche grazie al fatto che sono stati utilizzati doppiatori che avevano effettivamente l'età dei personaggi. Persino la canzone finale, orecchiabilissima, non perde nulla in musicalità con il grazioso ritornello "Ponyo, Ponyo, Ponyo, pesciolina tu / dal mare tutto azzurro, sei giunta fin quassù! / Ponyo, Ponyo, Ponyo sofficiosa sei / pancino tondo tondo, bambina tu!".

Insomma, un bel film, consigliatissimo. Sicuramente affascinante per i più piccoli, raramente si vedono film d'animazione che possono piacere loro così tanto.
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Lorenzo ha realizzato oggi, definitivamente, che la lettera del Papa ai giovani che ha letto è la stessa di cui parlavano i giornali. O____O (il 5/9/10 alle 21:35)

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