McCurry a Roma
Ieri sono andato finalmente a vedere la mostra di McCurry a Roma, presso la sede a Testaccio del MACRO. La mostra contiene più di duecento fotografie, comprese quelle mai messe in mostra scattate negli ultimi due anni, in parte qui in Italia.
Di McCurry forse qualcuno di voi non ha mai sentito il nome, ma sicuramente avete tutti visto almeno una volta la sua foto Afghan Girl, la prima riportata in fondo a questo post, che in quanto a notorietà è paragonabile a quello che La Gioconda di Leonardo è per la pittura.
La mostra romana è splendida. L'allestimento, di Fabio Novembre, ripartisce l'ambiente in cupole di plastica, molto pratiche per vedere bene le fotografie e per dividerle in maniera appropriata. In ogni cupola, vengono accostate fotografie che presentano assonanze (o dissonanze) di qualche tipo, con accostamenti spesso davvero geniali. All'arte di McCurry, che riesce davvero a trasmettere emozioni vere attraverso ogni singolo scatto, si aggiunge l'emozione generata dalle associazioni tra foto. E si vede come l'uomo sia simile a sé stesso eppure ogni volta diverso in ogni parte del mondo.
Si vede come i bambini giochino a calcio sulla spiaggia tanto in Australia quanto in Asia, si vede come la guerra sia sempre orribilmente simile ovunque, si vede come si possa sorridere allo stesso modo nella gioia e nella sofferenza. Si vedono gli sguardi dolcissimi e serissimi dei profughi orfani, che trasmettono quel misto di curiosità e paura da qualunque decennio e luogo vengano. Si vede come un gondoliere veneziano senta la sua barca allo stesso modo di un barcaiolo birmano. Si vede come a volte gli animali siano trattati da persone e le persone da animali.
Insomma, non c'è solo la splendida fotografia di McCurry, ma anche un allestimento curatissimo e particolare, come raramente se ne vedono.
Anche se non vi interessate di fotografia, se volete passare un pomeriggio provando molte più delle emozioni che abbiate mai provato in mezza giornata, andateci. C'è tempo fino al 29 aprile. Il prezzo del biglietto è di 10€ davvero basso, e c'è la riduzione a 8€ per gli studenti universitari (con tesserino) e per diverse convenzioni (tra cui l'abbonamento ATAC). Il MACRO è chiuso il lunedí.
Se siete di Roma e dintorni, andateci. Se pensate di passare a Roma entro fine aprile, mettete in programma una visita.
Unico piccolo difetto dell'allestimento è l'assenza di didascalie descrittive: sono riportati solo luogo e anno. Piccolo difetto generale della mostra è anche, almeno al momento in cui scrivo, l'assenza di un catalogo. Esiste un libro della mostra allegato al National Geographic di marzo, ma è incompleto (molto) e non segue i geniali abbinamenti visibili in mostra.
Concludo con una minuscola selezione delle più belle foto presenti, godetevela. Ovviamente le foto qui riportate sono © Steve McCurry, e non sottostanno alla licenza Creative Commons di questo blog.




