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Luglio

E luglio è iniziato. Come al solito con l'ondata di caldo record. Nessuno specifica che è il record dell'anno e non del secolo, e quindi non lo faccio neanche io. O quasi.

Detto questo, rapido riassunto di quello che sarà per me questo mese.

Dunque, sabato (il 10) partirò per Campitello Matese, in Molise, dove porteremo i nostri Sicomori Curiosi, i ragazzi del secondo anno di preparazione alla Cresima e i giovani (intorno ai 16-18 anni) a fare un campo estivo. Il grosso è organizzato, mancano le ultime piccolezze e siamo pronti alla partenza.

Sarà un'esperienza nuova per i ragazzi: negli ultimi anni si è fatto ben poco di analogo, sostanzialmente a causa dell'assenza di sacerdoti. Speriamo riesca bene, e speriamo di tornare vivi noi animatori. Saranno cinquanta ragazzi, un bel po', ci aspettavamo una partecipazione molto (ma molto, eh) inferiore ed è stata una bella soddisfazione vederli rispondere tanto numerosi.

A fine mese, il 24, partirò invece con alcuni coetanei della mia parrocchia e della parrocchia dei Santi Elisabetta e Zaccaria di Roma. Andremo a Međugorje e dintorni, in Bosnia ed Erzegovina. Torneremo il 28. Sarà un viaggio un po' avventuroso nelle modalità e nei tempi ristretti, ma confidiamo che possa portarci ad un incontro serio e profondo con il Signore, e ad un momento di pausa e riflessione di cui avrei davvero bisogno.

Va specificato che in questi periodi non sarò su Internet e accumulerò centinaia di e-mail (circa cinquanta al giorno) in casella, quindi non vi lamentate se tardo nel rispondere. Per i pochi eletti che hanno il mio numero di telefono, dal 10 al 15 il mio telefono sarà acceso quando possibile. Dal 24 al 28 non sarò nella rete nazionale, il roaming costa molto e non avrò tempo di acquistare una SIM bosniaca. Di conseguenza, sappiate che esistono solo due telefoni in Italia autorizzati a mandarmi SMS senza ricevere accidenti in quattro lingue (italiano, bosniaco, croato e serbo, imparerò gli accidenti appositamente). Evitate quindi di utilizzare il mio numero di telefono.

Chiedo ai cristiani che mi leggono di pregare per questi due momenti, e in particolare di pregare per i cinquanta ragazzi che sabato saranno affidati a noi nel loro cammino di conoscenza del Signore.

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Ancora Belgio e Chiesa

Tanto per approfondire ciò di cui parlavo qualche giorno fa.

Oggi tutti i giornali titolavano che il mio post di pochi giorni fa è una fesseria. Cioè, non è che titolassero proprio così, ma dicevano che in Belgio sono stati trovati documenti determinanti, che solo la Polizia poteva avere. In particolare, si parla di foto di abusi e documentazione riguardo Marc Dutroux, meglio noto come il mostro di Marcinelle, notissimo serial killer pedofilo belga.

Il vescovo responsabile ha dichiarato che non ne sapeva nulla, perché l'arcivescovado è enorme, e la documentazione che arriva è tanta. Ovviamente tutti la hanno citata come una mezza scusa.

Di poche ore fa una nuova notizia. La documentazione fu inviata dalla rivista satirica britannica The Sprout al Vaticano, per suscitare una sua reazione facendo credere di stare per pubblicare falsità sull'implicazione del vescovo Godfried Danneels nel caso Dutroux. Il Vaticano girò il tutto alla commissione belga, che mise il tutto in archivio, presumo classificandolo come buffonata.

La documentazione fotografica, inoltre, non riguardava gli abusi ma l'autopsia. Ed è evidentemente passata in mano a giornalisti, altro che solo la Polizia.

Un buon esempio di quanto l'informazione sia credibile.

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Campo estivo

Come scrissi, giovedì sono tornato dal campo estivo. Il primo campo estivo vero e proprio dei Sicomori, e la mia prima esperienza di animazione dopo diversi anni.

È andato moltissimo meglio di quello che mi aspettassi. Per i ragazzi è stata un'esperienza forte e divertente allo stesso tempo, e molti di loro sono davvero cresciuti su alcuni punti della loro fede e della conoscenza di se stessi, in una maniera che non mi aspettavo affatto. E almeno un paio di ragazzi si sono riavvicinati, grazie a questo campo, alla Chiesa dalla quale si erano allontanati da tempo.

Si sono gettate, per molti, le basi per partecipare ai gruppi giovanili: sia per i ragazzi della catechesi dubbiosi se entrare a far parte del dopocresima, sia da parte di ragazzi non della parrocchia, o lontani dalla Chiesa. Per quanto mi riguarda, spero di vedere unirsi ai Sicomori Andrea e Katherine, che si sono uniti a noi da fuori, e unirsi al prossimo gruppo di dopocresima la vagonata di cresimandi che sono venuti (la maggior parte del gruppo di Fiorella, sono contento di come ha presentato il campo, si è fidata più lei di noi di quanto non mi fidassi io stesso...).

Insomma, la fatica organizzativa è davvero stata ben ripagata dal Signore, che ci ha dato un tempo di grazia davvero importante, tanto per i ragazzi quanto per noi. Spero che molti possano usare questo tempo come base per costruire il loro cammino di fede, con noi o altrove.

Se volete vedervi un po' di foto, sono da queste parti

Ora mi aspetta il viaggio a Međugorje, sabato. Non vedo l'ora.

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Una fede semplice

Uhm, questo post era pensato per domani, ma per un cambio di programma sono a casa oggi e domani non ci sarò.

Sono tornato ieri pomeriggio da Međugorje.

Spesso i santuari famosi, tanto più quelli mariani legati a visioni, mi lasciano molto perplesso. La maggioranza dei pellegrini che vedi danno l'impressione di essere molto più vicini a forme di superstizione o addirittura idolatria che al cristianesimo. Magari non è così, ma l'impressione è quella. E la popolazione locale accoglie dei turisti, non dei fedeli.

Međugorje non è un santuario, poiché la Chiesa cattolica non ha ancora riconosciuto che le visioni siano realmente avvenute, per quanto moltissimi lo considerino, de facto, un santuario. Il rischio di assurdità parrebbe quindi ancora più alto. Una delle cose che mi ha colpito, invece, è l'estrema semplicità che è stata mantenuta da quel luogo meraviglioso.

Oltre che alla serietà del vescovo di Mostar-Duvno, che è molto fermo nel bandire pratiche non opportune, e alla semplicità dei francescani che da secoli guidano la parrocchia locale, la causa di questo è certamente l'estrema semplicità della fede del popolo erzegovino. Sono persone che hanno subìto cinque secoli di oppressione, tra invasioni di popoli islamici, conclusi con gli anni del comunismo sotto Tito e dalla terrificante guerra civile alla sua morte. Sono un popolo libero da soli quindici anni, persone profondamente segnate dalla guerra e dalla mentalità che la precedette. Eppure hanno mantenuto una fede salda, che li porta a mettere in pratica la Parola di Dio semplicemente perché vedono che gli effetti ci sono e sono forti.

È un modo di credere che non è il mio, io mi faccio diecimila domande sul perché e il per come una Parola mi possa fare bene, e solo quando la porto alla pratica e vedo che funziona molto meglio di quello che tante teorie mi portavano a credere, mi dico: "vedi, stupido, potevi svegliarti prima...". È una fede che non è neanche quello di un'Europa e un occidente che è arrivato a contrapporre la fede alla scienza solo perché ha trasformato la fede in una scienza. Dovrei e dovremmo imparare moltissimo da questa gente. Uno va lí per cercare Maria, e Gesù attraverso di lei, e invece trova la fede di Maria, che non capisce nulla di quello che le accade intorno, ma che lo serba nel cuore e si fida ciecamente del Figlio. Mai mi sarei aspettato un insegnamento del genere.

Abbiamo ricevuto anche diverse catechesi su argomenti vari, che mi hanno dato molto, ma nulla in confronto a ciò che mi ha insegnato senza troppe parole la gente di Međugorje. A darmi moltissimo sono stati anche i tre principali momenti di preghiera che abbiamo vissuto. Un'adorazione eucaristica (il loro modo di festeggiare la festa patronale, noi festeggiamo con salsicce alla brace), durante la quale ho affidato a Dio il problema che più di tutti mi distraeva dal poter vivere tranquillamente il pellegrinaggio, la salita del monte Podbrdo (il monte della prima presunta apparizione) recitando il Rosario, che è una preghiera che ultimamente mi sta dando moltissimo, e la salita del monte Križevac, pregando e facendo la Via Crucis (ad onor del vero un po' approssimativa), con una catechesi sulla Croce in cima. Il Križevac (monte della Croce) è un monte sul quale la popolazione locale ha pregato per secoli, anche sotto le oppressioni che si sono succedute.

Altra esperienza notevole è stata la visita a Mostar, città in cui sono ancora evidentissimi i segni della guerra civile sulle case, piene di buchi di proiettili, quando ancora in piedi, e sulle persone, che hanno visto morti assurde con i loro occhi. La città mescola ancora romano-cattolici (la maggioranza), greco-ortodossi, islamici ed ebrei. La città vecchia, con il ponte, è completamente ricostruita dopo la guerra, grazie a finanziamenti internazionali (anche italiani) e ai finanziamenti arabi per la ricostruzione delle moltissime moschee. La cattedrale, nel convento francescano, è stata sovrastata dai comunisti con palazzoni popolari in cemento armato, per poi essere bruciata con il fosforo durante la guerra civile. Ora è in ricostruzione (la costruzione in cemento armato è completa, le rifiniture si fanno man mano che arrivano i soldi), in maniera che sia indistruttibile con il fosforo, e con un campanile di 107 metri, che sovrasta di gran lunga i palazzi popolari. All'interno fanno impressione le foto delle rovine rimaste dopo la guerra. E tra le rovine, ancora si celebravano battesimi e matrimoni. Altrettanto impressionanti le foto dei francescani uccisi dai comunisti.

Emozionantissima la visita alla Comunità Cenacolo, per le testimonianze ma soprattutto per lo spettacolo teatrale al quale ci hanno invitati. Mettevano in scena la parabola del Padre misericordioso, e si vedeva che era una Parola che avevano visto agire profondamente nella loro vita. Stupendo davvero.

Anche la terra è meravigliosa. Le attività industriali non sono particolarmente inquinanti, il verde è la maggior parte del territorio, e il fiume Neretva, che raccoglie tutte le acque dell'Erzegovina, è pulitissimo. Abbiamo visitato anche le cascate Kravice, a due passi da Međugorje, molto belle.

Con la gente della nostra parrocchia (la minor parte) venivano anche parecchi fratelli del Cammino neocatecumenale, e gli scambi di esperienze ecclesiastiche e di fede credo siano stati utili a tutti. Troppo spesso si fanno nette distinzioni tra i modi di fare comunità dei vari cammini, movimenti e gruppi, per poi vedere che gli incontri seri con Cristo avvengono solo scambiandosi le rispettive esperienze concrete, più che stando a guardare i metodi di catechesi o di preghiera. Si punta troppo a tentare di trasmettere la fede come nozione, e troppo poco a trasmetterla come esperienza.

Insomma, è stata un'esperienza diversa da come la immaginavo, e allo stesso tempo affascinante e formativa, e sono certo di vedere presto i frutti di conversione che mi ha portato. Ringrazio il Signore che mi ha dato così tante nuove parole in quest'estate da cui non mi aspettavo tanto.

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