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Cinque anni

foto di Giovanni Paolo II Cinque anni fa, la sera del due aprile 2005, Papa Giovanni Paolo II tornava nelle mani del Padre. Quel pomeriggio lo passai in Piazza San Pietro, la sera invece ero con gli occhi lucidi davanti la TV. Ricordarlo oggi, giorno in cui la Chiesa cattolica ricorda e celebra la passione e la morte di Gesù, ha un sapore particolare. Rende evidente il modo in cui Giovanni Paolo seguì l'esempio di Cristo nel proseguire nella missione senza tirarsi indietro, anche se circondato dagli insulti di gente che non lo capiva.

Giovanni Paolo II ha dato moltissimo alla Chiesa. Nella sua missionarietà, nel suo spirito ecumenico, nel suo aver stretto rapporti di amicizia tanto con i santi quanto con i peccatori (attirando a se critiche e insulti), nel suo aver organizzato la dottrina nel Catechismo dando parole chiare e precise, nel suo essere vicino ai giovani anche quando nessun altro lo era, nel suo aver dato voce ai giovani e avergli reso chiaro cosa la Chiesa volesse da loro.

Ha dato anche molto al mondo, sapendo dire con chiarezza le sue opinioni, anche andando pesantemente controcorrente.

E ha dato molto a me. Se sono un cristiano, convinto della propria vocazione, il merito è anche suo.

Insomma, Papa Wojtyła ha saputo rispondere meravigliosamente alla missione di pastore che il Signore gli ha dato, e non smetterò mai di ringraziare Dio per avermelo dato tra le mie guide negli anni della mia adolescenza.

Chiudo con un pezzetto del discorso per la veglia di preghiera della GMG 2000 a Roma, discorso che è molto caro a moltissime persone della mia generazione e delle precedenti:
Carissimi giovani, in questi nobili compiti non siete soli. Con voi ci sono le vostre famiglie, ci sono le vostre comunità, ci sono i vostri sacerdoti ed educatori, ci sono tanti di voi che nel nascondimento non si stancano di amare Cristo e di credere in Lui. Nella lotta contro il peccato non siete soli: tanti come voi lottano e con la grazia del Signore vincono!

Cari amici, vedo in voi le "sentinelle del mattino" (cfr Is 21,11-12) in quest'alba del terzo millennio. Nel corso del secolo che muore, giovani come voi venivano convocati in adunate oceaniche per imparare ad odiare, venivano mandati a combattere gli uni contro gli altri. I diversi messianismi secolarizzati, che hanno tentato di sostituire la speranza cristiana, si sono poi rivelati veri e propri inferni. Oggi siete qui convenuti per affermare che nel nuovo secolo voi non vi presterete ad essere strumenti di violenza e distruzione; difenderete la pace, pagando anche di persona se necessario. Voi non vi rassegnerete ad un mondo in cui altri esseri umani muoiono di fame, restano analfabeti, mancano di lavoro. Voi difenderete la vita in ogni momento del suo sviluppo terreno, vi sforzerete con ogni vostra energia di rendere questa terra sempre più abitabile per tutti.

Cari giovani del secolo che inizia, dicendo «sì» a Cristo, voi dite «sì» ad ogni vostro più nobile ideale. Io prego perché Egli regni nei vostri cuori e nell'umanità del nuovo secolo e millennio. Non abbiate paura di affidarvi a Lui. Egli vi guiderà, vi darà la forza di seguirlo ogni giorno e in ogni situazione.
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Buona Pasqua!

Io pongo sempre davanti a me il Signore,
sta alla mia destra, non potrò vacillare.

Per questo gioisce il mio cuore
ed esulta la mia anima;
anche il mio corpo riposa al sicuro,
perché non abbandonerai la mia vita negli inferi,
né lascerai che il tuo fedele veda la fossa.

Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena alla tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra.


(Salmo 6, 8-11)

Buona Pasqua di Resurrezione!
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Dalla parte del Papa

Sabato, dopo dieci anni, è stata esposta la Sindone. In due giorni, ci sono stati sessantamila visitatori. Ieri ne hanno parlato tutti i quotidiani. Il 25 marzo ci sono stati a Roma i festeggiamenti per la XXV GMG. In una sola serata, settantacinquemila giovani si sono stretti attorno al Papa. Nessun quotidiano ne ha dato notizia, se non in trafiletti che non parlano di numeri.

Questa è la prova dell'onestà intellettuale del mondo dell'informazione quando si parla del Papa e della Chiesa.

Facile e divertente parlare della Sindone, della quale si può di tutto tra commenti e critiche. Molto più difficile dire che in un momento come questo ci sono settantacinquemila giovani che si sono riuniti nel sostenere il Papa.

Questa stessa onestà intellettuale è utilizzata dai giornalisti che parlano, trasversalmente ai legami politici delle loro testate (il che rende verosimile l'idea che in fondo sia tutto in mano massonica), della questione della pedofilia nella Chiesa e del modo in cui Benedetto XVI si sta occupando del problema.

Viene data qualunque notizia, anche senza fonte. Vengono interpretate in maniera ridicolamente errata parole del Catechismo o del Papa stesso, al punto che uno si chiede se i giornalisti conoscano l'italiano. Vengono tradotti con Google articoli di quotidiani USA, con risultati imbarazzantissimi. E non si accenna neanche minimamente al fatto che i casi di pedofilia che stanno venendo fuori lo stanno facendo grazie ai chiari inviti fatti dal Papa, dall'inizio dell'anno sacerdotale, al punto da far credere che sia tra gli obiettivi principali di tale evento.

Il mio consiglio è quello di evitare accuratamente lo schifo che stanno facendo i giornalisti in questo periodo, e di andarsi a leggere i documenti originali, che sono tutti ben catalogati sul sito del Vaticano, con addirittura una pagina apposita. Il Papa va conosciuto da ciò che fa, non da ciò che i giornalisti inventano. Si noterà che la differenza è abnorme.

Io sono con il Papa. La pedofilia nella Chiesa esiste e va eliminata. Come Benedetto XVI sta facendo, e i giornalisti dicano pure ciò che vogliono.
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Compendio del Catechismo e pedofilia

Considerando che ormai è la quarta volta che sento questa stronzata, e mi sarei anche un po' stufato, proseguo la mia serie di post sulla Chiesa con questo.

Grazie all'opera di alcuni articoli scritti da imbecilli, ed evidentemente letti da ancora più imbecilli (perché per non leggere un riferimento, di imbecillità ce ne vuole proprio tanta), gira voce che il punto 492 del Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica sostenga che la pedofilia (o gli stupri, secondo altre versioni), per la chiesa, siano uguali in gravità all'omosessualità.

Ebbene, per chi non fosse capace di cercarselo da solo, cito il punto 492. E per chi non fosse in grado di comprenderlo (e, s'intenda, è molto chiaro), metto in corsivetto le parti notevoli.


492. Quali sono i peccati contro la castità?
Sono peccati gravemente contrari alla castità, ognuno secondo la natura del proprio oggetto: l'adulterio, la masturbazione, la fornicazione, la pornografia, la prostituzione, lo stupro, gli atti omosessuali. Questi peccati sono espressione del vizio della lussuria. Commessi sui minori, tali atti risultano un attentato ancora più grave contro la loro integrità fisica e morale.

No, dico, ci vogliono i sottotitoli?

Next: sindone.
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Un po' di chiarezza sulla Sindone

Sindone Considerando che si tratta di un'altra delle cose legate alla mia Chiesa della quale al momento si parla e straparla, volevo parlare un po' con chiarezza anche della Sindone.

La Sacra Sindone è un antico telo in lino, conservato al Duomo di Torino.

Questo telo porta impressa l'immagine di un uomo morto per crocifissione. La tela è di lunghezza doppia rispetto al corpo, e presenta l'immagine frontale testa a testa con quella dorsale, facendo immaginare che fosse stata piegata intorno al corpo, con il lato dei piedi aperto. Secondo la tradizione cattolica tale immagine è l'immagine di Gesù, e (opinione mai ufficializzata dalla Chiesa, che aspetta studi scientifici univoci) il telo è il telo citato nei Vangeli insieme ad un sudario. Tale opinione appartiene anche a molti cattolici illustri, primo fra tutti il papa Giovanni Paolo II.
L'immagine, quindi è considerata un'immagine di origine divina, non realizzata da un essere umano.

È interessante notare che nei Vangeli non si parla di un'immagine rimasta impressa sul telo. Secondo alcune interpretazioni1, però, alcuni plurali presenti nel testo del Vangelo di Giovanni sono traduzioni di un duale aramaico che stava ad indicare che il telo era doppio, e quindi corrispondente alla struttura della Sindone. Altri2 ritengono che lo stupore che fece credere Giovanni, improvvisamente, alla Risurrezione (come si può leggere nel suo Vangelo), fosse dovuto al fatto che sul telo e sul sudario fosse impressa l'immagine di Cristo.

Ovviamente, sulla Sindone sono stati fatti una serie (piuttosto notevole) di studi scientifici. Vediamo i principali, con i pro e i contro:

Gli studi più noti e diffusi sono quelli sulla datazione al carbonio-14. È noto, infatti, che gli esami di questo genere effettuati sulla Sindone nel 1988 hanno avuto come risultato che la sua origine è medievale (XIII-XIV secolo). Va notato, però, che questo tipo di esame non è particolarmente affidabile. Esistono, infatti, esempi di datazioni palesemente errate, nelle quali si nota una differenza anche di un millennio tra reperti chiaramente contemporanei (una mummia e le sue bende, un reperto e l'età stratigrafica del terreno in cui si trova, ecc...). In alcuni casi ciò è dovuto all'assunzione di carbonio da parte del reperto, in altri casi da organismi estranei al reperto (batteri) presenti sullo stesso. Entrambe le cose sono estremamente probabili nel caso della Sindone. Inoltre, esistono anche in ambito non religioso, diverse critiche sulla metodologia dell'analisi e sul fatto che il campione prelevato pare essere non originale (a causa probabilmente di un restauro del telo). Va notato che le critiche riguardo la purezza del campione provengono anche da chi ha fatto le analisi3.

Altri studi storico-scientifici sono stati fatti sulla struttura del telo. Si tratta di lino, tessuto in maniera insolita (ci sono modi più semplici di tessere il lino). Tale tipo di tessitura è però perfettamente compatibile con altri reperti dell'area geografica giudaica appartenenti al periodo di Cristo. I reperti in lino sono estremamente rari, poiché il lino è molto biodegradabile. Il fatto che ci siano pervenuti, tra i pochissimi reperti del periodo, tessuti con una struttura analoga, è indice del fatto che non fossero rarissimi tra i conterranei e contemporanei di Gesù.
Un'altra coincidenza storico-geografica è la presenza di alcune fibre di cotone, che probabilmente sporcavano il telaio con cui la Sindone è stata tessuta, unita alla totale assenza di fibre di lana. La legge mosaica prevedeva di separare la lana dal lino4, e non si utilizzava quindi lo stesso telaio per le due fibre.

Altri esami sono stati fatti sulle bruciature e sulle pieghe. A parte le bruciature la cui origine è nota (un incendio nel 1532), esistono altre bruciature sicuramente presenti prima dell'incendio (sono presenti su delle copie precedenti). Ci sono moltissime ipotesi sulla loro origine, e c'è chi sostiene che risalgano al primo secolo e siano dovute a dei granelli d'incenso caduti sul telo2 . Se effettivmente tali bruciature sono dovute a dell'incenso, è molto sensato credere che risalgano ad un utilizzo della Sindone come appoggio per l'Eucarestia nella prima comunità degli apostoli. Se ad essere incensata fosse stata l'intera Sindone, le bruciature non sarebbero concentrate in una posizione tanto precisa, ed è impensabile che una cosa che non fosse l'Eucarestia fosse più degna di essere incensata rispetto alla Sindone. In ogni caso, queste sono ipotesi piuttosto vaghe.
Più interessanti sono le ipotesi sulle pieghe, in parte evidenziate dalle bruciature e da altri segni rimasti sul telo. Risulta evidente che la Sindone è stata ripiegata, per un certo periodo, in otto strati, mostrando così solamente il volto. Ciò è compatibile con l'ipotesi secondo la quale il Mandylion, telo analogo conservato ad Edessa precedentemente al medioevo, raffigurante il volto di Cristo, sia effettivamente la Sindone ripiegata. Questa ipotesi, che farebbe cadere la datazione al carbonio, ha come unico ostacolo un documento letterario5 che sembra parlare della Sindone e del Mandylion come due oggetti presenti contemporaneamente.

Altri elementi, oltretutto scarsissimamente contestati, sono gli esami delle polveri e dei pollini presenti sulla Sindone, che appartengono all'area geografica giudaica. L'analisi delle polveri, inoltre, evidenzia l'uso sulla Sindone di composti utilizzati nelle sepolture dell'epoca di Cristo.

I diversi studi medico-legali, infine, evidenziano con chiarezza tutta una serie di segni distintivi della crocifissione di Cristo, in parte non documentati per altre crocifissioni.
L'Uomo della Sindone, infatti, è stato crocifisso, ci sono segni di flagellazione violenta (cosa non comune per un condannato a morte: Pilato fece flagellare Gesù per impietosire il popolo e risparmargli la morte), ci sono i segni della corona di spine (mai documentata in una crocifissione), è presente la ferita al costato, il sangue sembra essere uscito dal costato violentemente e insieme a del siero (come si legge nei Vangeli), le gambe non sono fratturate.

L'unica spiegazione per sostenere che la Sindone sia medievale sarebbe l'idea che si tratti di una rappresentazione artistica. Contro questo argomento si può dire che la Sindone non è compatibile con l'iconografia dell'epoca, poiché i chiodi della crocifissione sono inseriti nei polsi e non nelle mani6 . Inoltre, la Sindone non è dipinta (le tracce di vernice presenti sono dovute al fatto che molte copie della stessa sono state benedette mettendole a contatto con l'immagine), e nessuno è mai riuscito in nessun modo a riprodurre immagini con le medesime caratteristiche. In particolare, risulta complesso riprodurre il fatto che solamente le fibre superficiali sono colorate e il fatto che, presi i dati di luminosità, l'immagine risulta tridimensionale. Inoltre, l'immagine è distinguibile solo da una distanza superiore ai due metri, cosa che renderebbe particolarmente difficile il lavoro dell'artista.

Un ultimissima nota: il Volto Santo conservato a Manoppello e considerato il velo con cui la Veronica (personaggio non presente nei Vangeli, ma citato in diversi apocrifi [che non sono affidabili poichè scritti molto successivamente agli eventi che narrano, ma che raccolgono comunque la tradizione dei primi secoli] e in diverse visioni mistiche) asciugò il volto di Gesù si sovrappone perfettamente al volto della Sindone, con l'unica differenza che nel Volto Santo gli occhi e la bocca sono aperti.

Questi sono un po' di punti chiari per dire perché moltissimi cattolici credono nel fatto che la Sindone sia effettivamente il telo che avvolse Gesù. Devo però aggiungere, considerando che a molti critici non è chiaro, una considerazione che ritengo importante.

La Sindone, e parlo di me ma è lo stesso per ogni cattolico, non rappresenta una prova per la mia fede. Che Gesù è esistito, che ha sofferto per me, che mi ama, che è vivo, che mi guida, che mi ascolta, sono tutte certezze che ho in maniera completamente indipendente dalla Sindone e dalla sua autenticità. Non me ne faccio nulla dell'autenticità della Sindone, se non avessi visto in modi molto più personali e chiari l'opera di Dio in me. Questo post non è una difesa della mia fede, perché non credo nella Sindone ma in Gesù. Semplicemente, in mezzo a tante chiacchiere, ho ritenuto opportuno fare chiarezza.



Note
1 Ad esempio secondo J.M. García, La vita di Gesù nel testo aramaico dei Vangeli, BUR 2005.
2 S. Gaeta, L'enigma del volto di Gesù, Rizzoli 2010.
3 Christopher Ramsey, Shroud of Turin, Oxford Radiocarbony Accelerator Unit, 2008.
4 Deuteronomio, 22,11.
5 Robert de Clary, La conquête de Constantinople
6 Spesso si legge la critica secondo la quale nei Vangeli si parla di mani e non di polsi, fatto alla quale è dovuta l'iconografia medievale. Va notato, a questo proposito che, in ebraico, le mani comprendono anche i polsi.
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Tesori Disney - Topolino Kid (e anche Topolino 2839, dai...)

Finalmente, la serie di volumetti Tesori Disney torna a raccogliere una vera e propria saga (incompleta, ma verrà completata da un secondo volume).

La saga è quella di Topolino Kid e Pippo Sei-Colpi, dei maestri Guido Martina e Giovan Battista Carpi. Le sei storie raccolte in questa uscita presentano i due protagonisti, accompagnati dalla piccola coyote Susanna, e li lancia nelle loro prime avventure. Dovranno vedersela, in un'ambientazione western, con banditi e sceriffi corrotti, e si alleeranno con indiani e minatori sfruttati. Insomma, una delle opere più brillanti della coppia di maestri, e un'ottima ripresa, spesso ironica, del genere western.

Ottimi anche gli articoli redazionali, che come al solito presentano tanto l'ambientazione storica, quanto le storie e la loro genesi, risultando estremamente interessanti.

Quest'iniziativa dei Tesori Disney fa rendere decisamente conto del fatto che storie come queste, pur scritte in un'altra epoca (la prima metà degli anni '70, in questo caso), non sono invecchiate per nulla in tutto questo tempo. E simili capolavori sono davvero rari, anche tra le storie di recente fattura. Ma tra questi capolavori figura senz'altro la magnifica storia in tre parti Topolino e il Mondo di Tutor, scritta e disegnata da Casty, che è in edicola fino a mercoledì su Topolino #2839. Non perdetela!!
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Cathopedia - L'enciclopedia cattolica

logo Ieri, al termine dell'udienza del Papa a conclusione del convegno Testimoni Digitali, si è svolto il secondo incontro dei contributori di Cathopedia. Ne approfitto per presentarvi un po' il progetto, nella speranza che possa esservi utile e che possiate collaborare.

Cathopedia è un progetto nato circa quattro anni fa da un'idea di don Paolo e don Giovanni Benvenuto (il secondo è co-fondatore di Qumran2). Si tratta di un'enciclopedia cattolica collaborativa a contenuto libero.

L'idea e l'interfaccia sono del tutto analoghe a quelle di Wikipedia. Mentre però Wikipedia è un'enciclopedia universale, e nelle sue voci mantiene il punto di vista neutrale, Cathopedia tratta solo argomenti di interesse cattolico, e li tratta da un punto di vista cattolico. Inoltre, mentre su Wikipedia l'iscrizione è automatica, e si possono modificare le pagine anche senza essere iscritti, su Cathopedia l'iscrizione è obbligatoria e controllata (va richiesta, e sarà vagliata da un responsabile).

Perché un sito del genere? Bè, il motivo è molto semplice. Per chi si occupa di pastorale, a diversi livelli, è decisamente molto utile avere una fonte di informazioni che sia qualificata dal punto di vista dottrinale, e che allo stesso tempo contenga argomenti e approfondimenti su materie che non trovano spazio su un'enciclopedia universale.

Tutte le voci di Cathopedia possono essere riutilizzate e modificate senza problemi di diritto d'autore a patto di citare la fonte e di permetterne la diffusione e la modifica. Questo permette di utilizzare tutti i contenuti in ambito pastorale, anche in situazioni ufficiali, senza porsi problemi di copyright e royalities.

Il progetto è ancora in una fase iniziale, e abbiamo bisogno di collaboratori!! Se sai utilizzare un wiki, e sei in grado di collaborare, puoi richiedere un account, dopo aver letto con molta attenzione le condizioni.

Don Paolo ha pubblicato anche una videointervista in cui presenta il progetto (e in cui compaio anche io in foto :P ).
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