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Gaudeamus igitur

Una nota rapida. Leggo ora che durante le proteste per l'inaugurazione dell'Anno Accademico a Genova, è intervenuta la Goliardia (che qui a Roma è semi-inesistente, non so come sia la situazione altrove).

La cosa buffa è che, dopo essersi aggregati all'occupazione fatta dai collettivi, i goliardi hanno distribuito e intonato il Gaudeamus igitur, l'inno della Goliardia. LOL, penso sia la cosa più fuori luogo che avessero potuto fare, spero fosse intenzionale.

Cito e traduco un paio di strofe (non consecutive):
Vivat Academia, vivant professores! [bis]
Vivat membrum quodlibet,
vivant membra quaelibet,
semper sint in flore. [bis]

Evviva l'Accademia, viva i professori! [due volte]
Evviva ogni membro,
evviva tutti i membri,
che siano sempre vigorosi. [due volte]


Vivat et respublica et qui illam regit! [bis]
Vivat nostra civitas,
maecenatum charitas,
quae nos hic protegit. [bis]

Evviva lo Stato, e chi lo governa! [due volte]
Evviva la nostra civiltà,
la generosità dei mecenati,
che in questo luogo ci protegge. [due volte]
Insomma, ROTFL.
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50 anni.

Cinquant'anni fa, il 10 marzo del 1959, iniziò la rivolta del Tibet verso la Cina. Per impedire che, come molti sospettavano, il Dalai Lama venisse rapito, circa 300 000 tibetani circondarono il suo palazzo.

La rivolta venne repressa nel sangue in una settimana, con circa 86 000 morti dalla parte tibetana. Il governo tibetano, da allora, è in esilio.

A tutto questo si intrecciano interessi statunitensi e simili amenità.

Ora, cinquant'anni dopo, la situazione è la medesima. Governo tibetano in esilio e Tibet sottomesso alla Cina. E di situazioni analoghe, in giro, se ne trovano a piacere. Abbiamo l'Irlanda del Nord, abbiamo diverse regioni russe, e su tutto ciò si alimentano infiniti quanto vuoti dibattiti politici e di convenienza.

E pensare che la libertà di un popolo è un valore fondamentale per sostanzialmente ogni parte politica.
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Pi Day

Oggi è un Pi Day, un giorno che approssima il valore di π. Il 14 marzo. 3.14. In realtà bisognerebbe festeggiare a l'una e cinquantanove, quando si ha 3.14159, ma ci accontentiamo considerando che ho sonno.

Piccole follie nerd.
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Onda e inizio lezioni

Oggi, in corrispondenza con lo sciopero dei lavoratori nelle scuole e nelle università, era previsto un corteo di protesta interno alla città universitaria, che sarebbe poi dovuto uscire. Per diversi motivi non ho partecipato, ma non mi è assolutamente piaciuta la gestione della cosa da parte delle forze dell'ordine.

La città universitaria della Sapienza presenta un'uscita principale e diverse uscite secondarie, il resto è circondato da mura. In previsione del corteo, la città universitaria è letteralmente stata presa d'assedio da unità antisommossa dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, che hanno occupato e bloccato ogni ingresso con cordoni di uomini e mezzi (limitando anche il traffico nelle vie intorno). In tal modo hanno impedito l'uscita degli studenti durante il corteo, e sono rimasti anche dopo (per uscire sono dovuto passare praticamente tra gli agenti della GdF).

Il tutto era moostruosamente sproporzionato, i Carabinieri sarebbero (molto) più utili altrove.

Intanto ho ricominciato a seguire le lezioni. Elettromagnetismo, Laboratorio di Elettromagnetismo e Modelli e Metodi Matematici della fisica. I prof non sembrano male. Come esercitatore di Elettromagnetismo ho Giovanni Amelino-Camelia, uno dei più autorevoli fisici a livello mondiale. Wow.

Le dispense di Analisi Funzionale (che con Analisi Complessa forma il corso di Modelli e Metodi), Rudimenti di analisi infinito dimensionale di Filippo Cesi (considerate dal mio prof uno dei migliori testi per il corso) iniziano così:
Tranttandosi di una versione alpha, questa (ehm) "opera" conterrà sicuramente molti errori, imprecisioni, omissioni, dimostrazioni lasciate in sospeso, esercizi incompleti, punti interrogativi, geroglifici o simboli di alfabeti ancora sconosciuti, macchie di sugo, ecc. Il Lettore, nel pieno delle sue facoltà, dichiara di accettare l'opera "così com'è" e dichiara (altresì) che mai e poi mai avrà intenzione di rivalersi sull'Autore per eventuali danni materiali, morali o di altro genere in cui potrà incorrere a causa di informazioni errate, incomplete o anche palesemente malevole contenute nell'opera stessa.

Aiuto.
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Hayao Miyazaki - Ponyo sulla scogliera

Da ieri è arrivato nelle sale cinematografiche italiane l'ultimo lavoro del grande Maestro dell'animazione giapponese Hayao Miyazaki, Ponyo sulla scogliera.

Con questo film, Miyazaki torna alla semplicità dei tempi di Il mio vicino Totoro (che avremo al cinema, dopo 21 anni, tra un paio di mesi) e di Laputa, Castello nel Cielo. Il film ci parla di una bimba-pesce, Ponyo, che incontra, fuggendo da suo padre, un bambino umano, Sosuke, il quale la salva. Ponyo decide allora di voler vivere per sempre con Sosuke, diventando umana. La cosa non è però semplice, perché il padre di Ponyo, il misterioso Fujimoto, odia gli umani e farà di tutto per ostacolarla.

Insomma, una trama semplice, che volendo ricorda da vicino la fiaba della Sirenetta (pur discostandosene fortemente), che ci presenta una dolcissima storia di amore e avventura.

Come sempre accade nelle opere del Maestro, il film presenta tutto un background di simboli e concetti che non sfuggiranno allo spettatore adulto, rendendo la storia godibilissima e affascinante ad ogni età.

Le animazioni sono ottime, sia pure con qualche difetto nei primi minuti, durante i quali sono leggermente a scatti (peccato, perché la scena, particolareggiatissima, sarebbe stata un vero capolavoro).

Completano il tutto le splendide musiche del Maestro Joe Hisaishi, che accompagnano meravigliosamente il film e che lo concludono con una graziosissima canzone finale.

Il doppiaggio italiano è decisamente molto buono, anche grazie al fatto che sono stati utilizzati doppiatori che avevano effettivamente l'età dei personaggi. Persino la canzone finale, orecchiabilissima, non perde nulla in musicalità con il grazioso ritornello "Ponyo, Ponyo, Ponyo, pesciolina tu / dal mare tutto azzurro, sei giunta fin quassù! / Ponyo, Ponyo, Ponyo sofficiosa sei / pancino tondo tondo, bambina tu!".

Insomma, un bel film, consigliatissimo. Sicuramente affascinante per i più piccoli, raramente si vedono film d'animazione che possono piacere loro così tanto.
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Festival della Matematica 2009

Potevo mancare alla terza edizione del Festival della Matematica? Ovviamente no, considerando che mi sono visto anche le precedenti due edizioni. Ebbene, oggi pomeriggio ero lì.

Che dire? Un po' deludente. Gli scorsi anni era migliore.

In generale si è puntato alle conferenze. Erano molte, su svariati argomenti. Ma, differentemente dagli scorsi anni, andavano prenotate (e la cosa non era affatto chiara) e quindi andare lì e prendere i biglietti per la conferenza dell'ora successiva era fonte di disagi, e comportava il dover sperare che qualcuno rinunciasse a presentarsi, considerando che era tutto esaurito da giorni.

Sono riuscito a vedere la conferenza/dibattito Meditazioni cosmiche con la matematica di Nicola Cabibbo (notissimo fisico del dipartimento nel quale studio e presidente della Pontificia Accademia delle Scienze) e Arno Penzias (premio Nobel per la fisica), coordinata dal giornalista Riccardo Chiaberge. Si è parlato in maniera molto intelligente e interessante di quali siano i limiti tecnici e morali della scienza, e quando si passi dalla scienza alla pura speculazione intellettuale. Molto interessante.

Ma allora dov'è la delusione?

La delusione è nelle mostre. E le mostre dovrebbero essere la parte del Festival dedicata a chi non fa matematica o scienza, ma vuole divertirsi e incuriosirsi con la matematica. E il comparto mostre era molto peggiore rispetto alle precedenti edizioni.

C'erano una serie di giochi con le bolle di sapone, praticamente identici a quelli della scorsa edizione, un'esposizione di un numero di Dylan Dog, e una mostra su delle macchine matematiche che facevano giochini di prospettiva, interessantissima ma un po' ripetitiva in se stessa. Deludente anche l'esposizione di disegni di figure impossibili, non era troppo male ma era molto ripetitiva, l'anno scorso c'era Escher che decisamente è tutt'altro. Interessante e graziosa invece era una mostra di orologi funzionanti fatti con il Meccano dalla GAMM Italia. Peccato che fosse anche l'unica mostra praticamente per nulla matematica.

Si spera in un ritorno agli antichi splendori per il prossimo anno.
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Cloud computing. Che animale è?

Ultimamente non si fa che parlare di Cloud Computing, litigando su pro e contro. Ma che roba è? E perché se ne discute? Vediamo un po' di storia e cerchiamo di capirlo insieme.

All'inizio della storia dei computer, la potenza di calcolo necessaria era poca e i computer erano costosi. Fu immediata quindi l'idea del mainframe. Un mainframe è una macchina multiutente (all'epoca una stanza di armadi) alla quale si potevano collegare, più o meno contemporaneamente, molte postazioni prive di potenza di calcolo, dette "terminali". In questo modo si aveva una sola macchina per molti utenti.

Con l'abbassamento del costo della potenza di calcolo, e la riduzione delle dimensioni delle macchine, nacque il concetto di PC, ovvero di computer personale. Ogni singolo utente ha la sua macchina, quindi. Un approccio completamente diverso. In un certo senso molto più comodo, ma soprattutto con una possibilità di diffusione molto più grande.

Presto i PC si collegarono tra loro in piccole reti per scambiare informazioni, e le reti cominciarono a venire collegate tra loro. Nasceva Internet, destinata a diventare la più grande rete a pacchetti discreti della storia.

Non ci si mise molto a capire la potenza che un tale servizio avrebbe potuto avere. Se si hanno moltissimi computer collegati tra di loro, si può mettere insieme una potenza di calcolo enorme, come se tutte le macchine collegate tra loro fossero un unica, potentissima, macchina.

Nasceva in questo modo l'idea del calcolo distribuito, o Grid Computing, l'embrione di quello che è oggi noto come Cloud Computing. Il calcolo distribuito è un sistema dal funzionamento molto semplice. Immaginiamo un programma che abbia bisogno di una potenza di calcolo enorme, ad esempio una simulazione scientifica. Si crea un server che sappia quali calcoli vadano fatti e sappia raccoglierne i risultati, e un programma in grado di richiedere al server che calcoli deve fare. Moltissime persone installano questo programma, chiedono al server le istruzioni, fanno i calcoli e consegnano al server i risultati. In questo modo le operazioni di calcolo vengono svolte su moltissime macchine diverse, con una potenza totale enorme.

Se si uniscono il concetto di Grid Computing (molte macchine insieme creano una macchina molto potente) e quello di Mainframe (tanti utenti utilizzano una singola macchina remota) nasce il Cloud Computing.

Il modello del Cloud Computing è quello di un fornitore di servizi che possiede un server o, più spesso una rete di server che si distribuiscono il calcolo, che sia in grado di ospitare delle applicazioni che possano essere utilizzate da remoto da utenti collegati a Internet (tipicamente via Web) o a una generica grande rete.

All'utente non interessa dove sia l'applicazione o come sia fatta, e non deve installare nulla. Si collega ad Internet e usa il programma ospitato dal fornitore di servizi.

Facciamo qualche esempio. Molti di voi avranno una casella di posta elettronica. Probabilmente potete visualizzare la vostra posta via web. Ebbene, questa è un'applicazione del Cloud Computing. Il vostro fornitore della casella vi dà anche un'applicazione per leggere la posta. Migliaia di altri utenti leggono la loro posta attraverso la stessa applicazione, senza avere alcun bisogno di sapere come l'applicazione sia fatta o su quale computer giri.

Facciamo esempi più specifici. Google è un importante fornitore di Cloud Computing. Molti di voi conosceranno il servizio GMail, che fornisce anche un'applicazione su web per leggere la propria posta, sia di GMail che di altri account. Insomma, GMail è un'applicazione del tutto analoga a Thunderbird, o ad Outlook. Però gira su Internet, senza che sia importante dove, e la usano milioni di persone insieme a voi.

Google fornisce anche la suite Apps, che contiene un word processor, un foglio di calcolo, un lettore PDF e moltissimi altri programmi analoghi a quelli che avete sul PC, ma che girano su Internet. Si possono addirittura salvare documenti su Internet, per poi ritrovarseli da qualunque parte del mondo ci si collega, e si possono condividere documenti con altre persone. Cloud Computing.

Ci sono anche applicazioni molto più spinte. EyeOS, un progetto Open Source che ho testato con soddisfazione, fornisce un intero sistema operativo, con moltissimi strumenti, in grado di girare su web. Un'azienda potrebbe installarlo per fornire servizi di Cloud Computing di ottimo livello.

I vantaggi di un simile approccio sono enormi ed evidenti. Si ha accesso ai propri file ovunque ci si trovi, e da qualunque sistema operativo ci si colleghi. Si possono condividere i propri file con altri utenti, ed eventualmente lavorarci insieme. Si hanno programmi sempre aggiornati. Non è necessario un PC potente (GMail si utilizza anche dai telefoni cellulari, ad esempio). Non è necessario installare altro che un browser. Insomma, moltissime comodità che lo portano ad essere un modello di computing appetibile per un futuro in cui ci si può collegare ad Internet da dispositivi molto diversi tra loro, spesso poco potenti, e in cui avere lo stesso documento accessibile da tutti i dispositivi è spesso vitale.

Ma è fondamentale stare estremamente attenti a non farsi accecare da tutto questo, perché anche gli svantaggi ci sono, e sono notevolissimi.

Prima di tutto la privacy. Mettere tutti i miei documenti su un sistema che non so dove sia, e come sia gestito, è una follia a livello di privacy. Chi gestisce il sistema può fare ciò che vuole dei miei documenti, e non ho modo di saperlo. Poi c'è la questione sicurezza. Chi dovesse ottenere le credenziali per accedere alla piattaforma di Cloud Computing che utilizzo, non ha nessuna barriera fisica che lo separi dai miei documenti. Infine, i pericoli legati al backup. Nessuno mi assicura che i miei dati siano al sicuro dalla chiusura del sistema che mi ospita (fallimento dell'azienda o simili) o da guasti.

Insomma, prima di acclamare il Cloud Computing come meraviglia delle meraviglie, bisogna considerare molto bene tutto questo. Ciò non toglie che ci siano ambiti in cui gli svantaggi non esistono affatto. Penso ad esempio ad un'azienda che crea, nella propria Intranet, un'applicazione di Cloud Computing utilizzabile per il lavoro dei propri dipendenti. Una cosa del genere fornirebbe enormi vantaggi di coordinamento del lavoro senza alcuno svantaggio.

Insomma, Cloud Computing? Sì, ma senza strafare.
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Concerto

Il coro The Soul Singers, diretto dal Maestro Franco Riva, con la collaborazione del Gruppo L'Arcobaleno della Speranza e del GIDSa (del quale faccio parte) organizza un concerto con brani Gospel e Spiritual.

Il Concerto si svolgerà sabato 18 aprile, alle ore 21, presso i locali della Parrocchia di San Lino Papa, in Via della Pineta Sacchetti 75 a Roma.

L'ingresso è ad offerta libera, e tutto il ricavato andrà ad Arcobaleno della Speranza, a sostegno dei malati di leucemia.

Siate numerosi!
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